Morte sul lavoro di “Carletto”, a giudizio per omicidio colposo datore di lavoro e capocantiere

Omicidio colposo del 31enne Andrea Santorsola detto “Carletto”. Con quest’accusa sono stati rinviati a giudizio il 34enne A.C. di Cisternino e il 51enne A.L. Il primo è il legale rappresentante dell’impresa per cui Santorsola lavorava quando rimase vittima di un tragico incidente: il 14 marzo 2023, cadde da una scala e batté la testa in un cantiere privato per la ristrutturazione di una casa alla periferia di Mesagne. Sarebbe morto il giorno dopo in ospedale a Brindisi a causa dei gravi traumi riportati.
Il 51enne di cui sopra, invece, è un dipendente di quella stessa impresa con qualifica di capocantiere.
Per la pubblica accusa, i due imputati non avrebbero vigilato sull’operato di Santorsola. Questi avrebbe usato, infatti, una scala a forbice anziché un ponteggio mobile o trabattello.

«Chiediamo a gran voce giustizia – commentano i genitori di “Carletto”, Paolo e Tina, seguiti da Giesse Sinistri – perché non c’è un solo momento in cui Andrea non ci torni in mente. In ogni cosa che facciamo o che pensiamo c’è lui, con il suo sorriso, la sua semplicità, la sua voglia di vivere al servizio degli altri».

Andrea, infatti, era un ragazzo sorridente, sempre allegro e altruista, impegnato nel sociale. Era vice presidente dell’Oratorio Sing – Don Bosco e appassionato di pesca. Sul molo di Campomarino di Maruggio, dove andava a pescare, famiglia, fidanzata e amici hanno realizzato un murales-mosaico per ricordarne la figura “Perché nulla vada perduto”. Carletto il principe dei mostri campeggia su di un blocco frangiflutti e soltanto un mese fa quella raffigurazione era stata danneggiata, salvo poi essere ripristinata gratuitamente da Luigi Calò, in arte RCK, per ricordare un ragazzo “straordinario e sognatore”.

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