Elezioni regionali, Sen. Curto: «Francavilla ormai città acefala e incapace di contare politicamente, ma fiducia per la crescita di alcune figure»

Di seguito una nota da parte dell’ex senatore Euprepio Curto, che riflette sul recente esito delle elezioni regionali per i candidati francavillesi:  

Ieri l’altro un osservatore privilegiato delle vicende politiche della Città degli Imperiali si è soffermato su un dato di un qualche rilievo: “Per la prima volta dopo tantissimi anni, la nostra città è senza un Deputato, Senatore o Consigliere regionale”. Per poi proseguire: “Anche se i rappresentanti passati non rappresentavano il mio pensiero politico, la loro presenza era un punto di riferimento per tanti. Perdere la nostra voce diretta nelle Istituzioni sovracomunali è una debolezza per Francavilla”. 

Una analisi seria che merita qualche riflessione. La prima. C’è chi ha gioito della mancata elezione dei candidati locali, qualificando il loro risultato elettorale come “modesto”. 

Tale giudizio non è affatto condivisibile, sia perché nel campo del centrosinistra l’uscente Maurizio Bruno ha ottenuto un risultato di tutto rispetto, seppure sia stato stritolato da perverse dinamiche interne al Partito Democratico, sia perché nel centrodestra, per rimanere al più suffragato, Alessio Curto, sicuramente volto nuovo nella politica cittadina e provinciale, si è dimostrato all’altezza della prova con un positivo 13,69 per cento conseguito in condizioni politiche sicuramente non semplici all’interno di un partito, come Forza Italia, per i motivi che si diranno di qui a poco. 

Semmai, vi è da dire che Maurizio Bruno, nonostante la performance elettorale, ha pagato lo scotto di un debole peso politico all’interno del PD. 

Mentre Alessio Curto non ha avuto il tempo – ma lo avrà – di ricostruire una Forza Italia che – per restare nell’ambito locale – paga ancora i costi della presa di distanza del precedente ceto dirigente che ad Alessio ha assicurato – nella migliore delle ipotesi – il voto personale, ovvero, la non palese ostilità, ma nulla di più! 

Sicché, realizzare il risultato conseguito, con una campagna elettorale ridottasi allo spazio di pochi giorni, senza avere alle spalle consiglieri comunali, patronati o sigle sindacali, nonché senza aver avuto la possibilità di gestire sia pure un microscopico spazio di potere, rappresenta comunque un piccolo miracolo politico di cui il Partito non potrà non tenere conto nel prossimo futuro. 

Pur tuttavia, vi è ancora qualcosa in più da aggiungere alla presente – ahimè frettolosa – analisi politica. Dove è andata a finire la classe dirigente che avrebbe dovuto prendere il posto dei senatori e dei deputati che dal 1994 rappresentarono la città nelle più alte Istituzioni? La risposta è semplice: è scomparsa dai radar della Politica! 

Quali siano i motivi non sta a chi scrive dirlo. Ma una cosa è certa: pur essendo state offerte ad essa classe dirigente tutte le opportunità possibili, ne fu fatto un pessimo uso. Sicché la possibilità di un suo recupero è di molto pari a meno di zero. 

Spetta, quindi, ad una nuova generazione politica il compito di scrivere un capitolo nuovo per una città che non merita essere confinata nell’anonimato. Una città oggi marginalizzata per tanti motivi. Uno su tutti: è una città acefala. 

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