Questa mattina (sabato 29 novembre) si è celebrato a Oria il primo Consiglio comunale post elezioni regionali, consultazioni per le quali la maggioranza del sindaco Cosimo Ferretti aveva ufficialmente due candidate in corsa per via Gentile a Bari (sede del Consiglio regionale).
Le due candidate locali – l’assessora Elena Marrazzi e la consigliera Daniela Capone – hanno ottenuto i loro risultati personali che le hanno soddisfatte, sebbene nessuna delle due ce l’abbia fatta a entrare nel novero dei 50 massimi rappresentanti pugliesi.
L’amministrazione che fa capo al sindaco Cosimo Ferretti – come noto – s’è scissa nel supportare questo o quel candidato. Si sa che una parte della compagine amministrativa ha supportato l’assessora Marrazzi, che qualcun altro ha supportato Capone, che altri hanno sostenuto il sindaco uscente di Mesagne ed ex presidente della Provincia Toni Matarrelli oltre che l’ex assessora ai Servizi sociali di Brindisi Isabella Lettori (l’assessore Domenico D’Ippolito), l’ex assessore regionale Fabiano Amati (la consigliera Silvia Conte), il consigliere regionale uscente Luigi Caroli e l’assessora di Erchie Chiara Saracino (il presidente del Consiglio comunale Giancarlo Marinò).
La questione è ben presto divenuta oggetto di discussione politica interna ed è approdata pubblicamente proprio nella seduta odierna delle assise in cui non è mancata qualche schermaglia o, se si preferisce, qualche chiarimento.


La consigliera Capone, con delega al Contenzioso, ha tenuto a dire come in piena campagna elettorale sia stata “denunciata” all’Ordine degli avvocati dall’assessore Alfredo Proto. Capone avrebbe dato a Proto del “c….ne” durante una riunione di maggioranza – riservata – tenutati ai primi di settembre. Si dovrà difendere di fronte ai colleghi dell’Ordine d’appartenenza e non si sa se anche di fronte alla magistratura ordinaria (Proto ha anche querelato o soltanto recriminato al Consiglio di disciplina dell’Ordine?)
E poi c’è il caso D’Ippolito. L’assessore, in un appassionato intervento, ha chiarito come la maggioranza a sostegno del sindaco Ferretti sia nata “eterogenea” e tale debba, a suo modo di pensare, restare senza perdere la bussola dell’interesse nei confronti della città.
«Ognuno è libero di esprimere la sua ideologia politica – ha detto D’Ippolito – nella democrazia funziona così, e adesso io dico a questa maggioranza che noi siamo nati come un gruppo eterogeneo e auspico che tale rimanga anche se nel corso del cammino qualcuno ha fatto delle scelte politiche, direi, anche abbastanza importanti ed è legittimo compiere scelte politiche diverse. Però il presupposto essenziale è che si continui a pensare e ad agire secondo il principio originario dell’eterogeneità, privo di condizionamenti che ritengo essere deleteri per un’attività amministrativa perché inducono ritardi che non possiamo permetterci.
Se ciò (i ritardi) dovesse accadere, io non sarò partecipe né protagonista di alcun ritardo amministrativo, perché noi siamo stati eletti per fare esclusivamente gli interessi della città. Ritengo che queste siano le premesse fondamentali del nostro agire, quindi ognuno nelle sue scelte fatte nella libertà più assoluta deve anche assumersi la responsabilità delle conseguenze che ne sono derivate senza additare nessuno e fare un’analisi all’interno di ogni compagine politica.
Pertanto io ritorno a dire che è importante e fondamentale adesso scrollarsi un po’ tutto il malumore generato da questa campagna elettorale e da questa votazione perché personalmente ho ritenuto dall’inizio di dichiararmi ed essere quello che sono e che sono sempre stato. Io ho agito nella libertà più totale e, carissimo sindaco, lo voglio dire con forza, della mia libertà io sono fortemente geloso, forse libertà che a qualcuno manca o a cui è negata»