Crisi maggioranza a Francavilla: Pug non è in discussione, ma Pd ha una propria strategia

di Eliseo Zanzarelli

Dopo le dimissioni rassegnate a ridosso del più recente Consiglio comunale di Francavilla Fontana, Carmine Sportillo e Annalisa Toma (Partito democratico) continuano a non essere assessori. La Giunta di Francavilla Fontana dispone quindi di due assessori in meno rispetto al “normale”. Secondo quanto emerso in aula, inoltre, oggi come oggi i consiglieri dem sono passati all’opposizione del sindaco Antonello Denuzzo.

Quest’ultimo, poche ore prima, aveva varato una sorta di mini-rimpasto nell’esecutivo assecondando le richieste di due delle forze politiche della maggioranza. “Idea per Francavilla” aveva chiesto di sostituire Numa Ammaturo con Vanni Calò, inoltre di assegnare al vice sindaco Domenico Attanasi la delega allo Sport. “èCivica” aveva chiesto di sostituire Giuseppe Bellanova con Maria Giovanna Lupo. Richieste esaudite dal primo cittadino, che comunque non era intervenuto sul resto della sua squadra di governo locale.

Ad ogni modo, questa manovra non è più di tanto piaciuta al Pd che ha, di fatto, aperto la crisi più grave che Denuzzo affronta da quando è sindaco: non dal 2023 ma proprio dal 2018.

Successivamente, gli stessi democratici si sono riuniti a porte chiuse e pare abbiano ipotizzato una strategia ben precisa potenzialmente idonea a ricucire lo strappo. Nulla di ufficiale, anche perché non sono state convocate conferenze stampa né diramate note in tal senso.

Qualcosa, però, è possibile ipotizzare. Il prossimo 12 dicembre, la massima assemblea civica sarà chiamata a licenziare definitivamente il Piano urbanistico generale: uno strumento coltivato per diversi anni da differenti amministrazioni comunali.

Secondo quanto ormai trapela, il Pd voterà a favore senza quindi far naufragare uno gli obiettivi primari del programma elettorale condiviso due anni e mezzo fa. Ciò ch’è forse più interessante il post Pug.

Sempre stando a indiscrezioni, per quanto qualificate, il Pd chiederebbe in seguito a Denuzzo di andargli incontro azzerando del tutto la Giunta e dimettendosi. Le dimissioni del sindaco, come noto, non comportano una “caduta” immediata dell’amministrazione poiché sono revocabili entro 20 giorni a partire da quando sono state rassegnate.

Il Pd intenderebbe sfruttare quel lasso temporale per discutere ed eventualmente trovare, come si suol dire, la quadra. Non è escluso che i democratici possano chiedere la riconferma di Sportilo e Toma più forse un terzo assessorato.

Se così non fosse, scatterebbe l’extrema ratio. Un piano finale che sembra piacere a pochi: mozione di sfiducia nei confronti del sindaco, raccolta firme tra i consiglieri e tutti a casa. Poi, un breve interregno commissariale e nuove elezioni comunali a ridosso della prossima estate.

A differenza di quanto emerso nel corso delle ultime assise, insomma, un barlume di ricucitura ci sarebbe. Solo ipotesi neppure troppo fantasiose, ovviamente.

Il giro di boa sarà ad ogni modo rappresentato dal Pug, dopodiché e nonostante le festività natalizie si potrà riflettere sul futuro di Denuzzo e di una compagine che in tutto questo tempo non ha mai smesso di bisticciare per ragioni di volta in volta più o meno serie.

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