Oggi l’ultimo saluto alla bimba di 10 anni deceduta in ospedale a Francavilla. Il cardiologo: «Cose che ti segnano per sempre»

Saranno celebrati oggi pomeriggio (giovedì 11 dicembre), alle ore 16, nella Chiesa Nuova di Carovigno, i funerali della bambina di dieci anni il cui cuore ha cessato di battere martedì scorso nel reparto di Pediatria dell’ospedale “Dario Camberlingo” di Francavilla Fontana. La notizia della scomparsa della piccola ha gettato nello sconforto non solo la sua famiglia – i genitori patiscono un dolore inenarrabile – ma intere comunità, profondamente colpite dalla drammaticità del fatto.

Le cause del decesso in ospedale, rapido e inatteso, restano ancora tutte da accertare. Per tale ragione, questa mattina sono stati eseguiti tutti gli esami del caso sul corpicino della piccola, un passaggio necessario e delicato per ricostruire la cronologia clinica e comprendere cosa abbia portato al tragico epilogo. Ad eseguire gli accertamenti, il dottor Domenico Urso, medico legale, e il collega Marcello Pellegrino, primario di Anatomia patologica del “Perrino” di Brindisi. Alle operazioni ha partecipato anche il dottor Andrea Molino della direzione sanitaria, in una mission che ha il compito di fare piena luce su questa inspiegabile tragedia.

Il dolore e il senso di impotenza hanno trovato una voce commossa nel personale sanitario che ha tentato l’impossibile. Toccante, in particolare, è stato il post pubblicato su Facebook da Giovanni Spennati, cardiologo del Camberlingo, che ha espresso in poche righe tutto il trauma emotivo vissuto da chi era in prima linea: “Oggi (martedì scorso, ndr) – scrive il medico – è stato uno di quei giorni che ti segnano dentro, che ti tolgono il fiato e ti lasciano con un nodo in gola difficile da sciogliere. Ho accarezzato a lungo quel piccolo corpicino, 10 anni appena, e sembrava dormisse, ma invece era solo il silenzio irreale di un destino crudele che l’ha portata via troppo in fretta. Quelle carezze, quei gesti delicati… erano per lei, ma nel cuore erano anche per i tuoi genitori e familiari. Non ci sono parole giuste, solo il bisogno di restare in silenzio e pregare anche se mi è sempre più difficile. Addio, piccola. Che la terra ti sia lieve e il cielo ti accolga con tutta la dolcezza che meritavi. E a chi resta, un abbraccio profondo. In questo dolore, non siamo soli. Oggi più che mai come medico e cardiologo del Camberlingo non posso che pensare anche ai colleghi che hanno tentato di salvarti la vita. Mi dispiace piccolina”. Un tributo che evidenzia la vicinanza dell’intera comunità medica al dolore della famiglia, in un momento in cui l’unica risposta possibile al perché di un destino così crudele è il silenzio della preghiera.

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