Operazione antimafia, 14 persone arrestate all’alba: estorsioni, usura, droga e gioco d’azzardo

All’alba di oggi, lunedì 15 dicembre 2025, i carabinieri del Comando provinciale di Brindisi hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 15 persone.

L’operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Lecce, ha mirato dritto ai “santuari” della Sacra Corona Unita, colpendo in particolare la storica frangia dei “Mesagnesi” (clan Pasimeni-Vitale-Vicientino). Le accuse sono pesantissime: associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsioni, usura, traffico di droga e gestione illecita del gioco d’azzardo.

L’inchiesta, diretta dalla pm della Dda Carmen Ruggiero e partecipata in fase iniziale anche dalla polizia di Stato, è sfociata nell’ordinanza firmata dal gip Alcide Maritati. L’indagine ha svelato che il carcere non aveva spezzato i legami di potere. Al vertice, secondo gli investigatori, vi era ancora Daniele Vicientino, noto come il “Professore”.

Nonostante la detenzione, Vicientino avrebbe continuato a gestire il sodalizio impartendo direttive all’esterno tramite un nipote. Le sue parole arrivavano a quello che è considerato il suo luogotenente sul territorio, Tobia Parisi, tornato in libertà e perno centrale della riorganizzazione del clan nel periodo monitorato (giugno 2020 – giugno 2022).

Le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo e con il supporto investigativo della polizia di Stato (Squadra Mobile), hanno documentato una “feroce egemonia criminale”. Il controllo del territorio avveniva attraverso: il “Punto” o “Pensiero”, una tassa imposta a tutti i pusher delle piazze di spaccio controllate. Una quota dei guadagni doveva essere versata per sostenere le famiglie dei detenuti e l’organizzazione; violenza sistematica, pestaggi punitivi per recuperare crediti insoluti o per proteggere gli affiliati, oltre a minacce verso imprenditori e commercianti; usura e scommesse: oltre che con la droga, il clan si finanziava con prestiti a tassi usurari e riciclava denaro attraverso una rete di scommesse online illegali.

Oltre agli arresti, è scattato il sequestro preventivo di un immobile e di un’attività commerciale del valore stimato di 600mila euro. Secondo gli inquirenti, questo luogo non era una semplice attività, ma la vera e propria base logistica e operativa dove avvenivano le riunioni tra gli affiliati per pianificare le strategie criminali.

Complessivamente gli indagati sono 33, ma per 14 di loro (più Vicientino) si sono aperte le porte del carcere. Ecco l’elenco dei destinatari della misura cautelare:

  • Daniele Vicientino (52 anni, Mesagne)
  • Tobia Parisi (44 anni, Mesagne)
  • Francesco Sisto (52 anni, Brindisi)
  • Americo Pasimeni (55 anni, Mesagne)
  • Alessio Curto (25 anni, Mesagne)
  • Antonio Emanuele Tarantino (41 anni, Mesagne)
  • Matteo Primiceri (30 anni, Mesagne)
  • Stefano Iacolare (38 anni, Brindisi)
  • Antonio Bruno (35 anni, Torre Santa Susanna)
  • Giuliano Notaro (35 anni, Squinzano)
  • Antonio Romano (27 anni, Mesagne)
  • Anna Lisa Gravina (37 anni, Mesagne)
  • Francesco Girardo (32 anni, Mesagne)
  • Marco Ruggio (44 anni, Squinzano)

Nelle prossime ore inizieranno gli interrogatori di garanzia davanti al Gip, dove gli indagati, assistiti dai propri legali e da considerarsi innocenti fino a condanna definitiva, potranno fornire la loro versione dei fatti.

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