La lunga contesa (iniziata nel 2015) riguardante la realizzazione di un complesso turistico-sportivo in contrada Betania si è conclusa con una decisione netta del Consiglio di Stato. I giudici della quarta sezione hanno respinto i ricorsi presentati dal Comune di Francavilla Fontana e dalla Regione Puglia, confermando quanto già stabilito in precedenza dal Tar di Lecce. La sentenza mette la parola fine (salvo improbabile ricorso in Cassazione) a una battaglia legale che vedeva le istituzioni pubbliche contrapposte al progetto della società “Francesco Cavallo e Figlio” – difesa dall’avvocato Alessandro Leoci – intenzionata a trasformare l’area rurale attraverso il recupero di strutture storiche e la creazione di un campo da golf a 18 buche.

Il nodo del contendere riguardava principalmente l’edificazione di nuove volumetrie alberghiere accanto alla ristrutturazione della preesistente Masseria Di Noi. Sebbene la Regione avesse inizialmente limitato l’autorizzazione alle sole strutture già esistenti, il Consiglio di Stato ha ritenuto tale posizione contraddittoria e priva di un adeguato supporto istruttorio. Secondo i giudici romani, il progetto deve essere considerato nella sua unitarietà, poiché la parte alberghiera e quella sportiva sono funzionalmente collegate per garantire la sostenibilità dell’intera iniziativa.
Un ruolo significativo nella decisione lo hanno avuto anche i pareri tecnici degli organi di tutela del paesaggio. La Soprintendenza aveva infatti espresso una valutazione favorevole dopo che la società proponente aveva modificato il progetto originario, optando per costruzioni a piano terra ispirate alla tipologia delle “lamie” e all’uso dei muretti a secco, elementi tipici dell’architettura rurale pugliese. Questa scelta è stata giudicata migliorativa per l’area di riferimento, riducendo l’impatto visivo e armonizzandosi con il contesto agricolo circostante.
Oltre agli aspetti puramente urbanistici, il progetto ha raccolto nel tempo pareri discordanti: se da un lato l’amministrazione comunale e alcune associazioni ambientaliste hanno espresso forti critiche, dall’altro l’iniziativa ha ricevuto il sostegno di chi vede nel resort un’opportunità di rilancio economico e di recupero del territorio. Tra i sostenitori si era annoverato anche il vescovo di Oria, Vincenzo Pisanello, sottolineando come l’intervento permetterà il salvataggio di un antico santuario situato nella zona, da anni lasciato in stato di abbandono e degrado. Con questa sentenza definitiva, gli imprenditori hanno ora il via libera per avviare i lavori e realizzare l’opera così come da loro concepita.