Sentenze ricalibrate e sconti di pena in appello per il sodalizio dedito al narcotraffico sull’asse Francavilla Fontana-Sava. La seconda sezione penale della Corte d’Appello di Lecce, con il dispositivo pronunciato il 18 dicembre 2025, ha ridefinito le condanne per dodici imputati che avevano scelto la strada del concordato, confermando invece la decisione di primo grado per altre tre posizioni.
L’inchiesta, culminata nel blitz dei carabinieri del 27 marzo 2023 sotto la direzione del pm della Dda Milto Stefano De Nozza, aveva smantellato un’organizzazione capillare che tra il 2019 e il 2023 riforniva di cocaina, hashish e marijuana le piazze di spaccio del Tarantino, partendo dalla provincia di Brindisi. Un sodalizio che, secondo gli inquirenti, disponeva anche di armi e utilizzava luoghi insoliti come base logistica: il cimitero di Sava era stato infatti individuato come il teatro degli incontri operativi e delle operazioni di “taglio” dello stupefacente.
I fornitori principali sono stati confermati nelle figure di Massimo e Daniele Di Palmo, nomi già noti alle cronache per vicende analoghe. Proprio per i due fratelli francavillesi la pena è scesa dagli 11 anni del primo grado a 7 anni, 9 mesi e 10 giorni. Riduzioni significative hanno interessato anche altri esponenti del gruppo: Massimiliano Leone è passato da oltre 12 anni a 7 anni e 2 mesi, mentre per Teresa Panariti la condanna è stata rideterminata in 7 anni, 6 mesi e 20 giorni (rispetto ai 12 anni iniziali).
Tra le altre pene concordate, figurano quelle di Angelo Bernardi (4 anni e 4 mesi), Cosimo Desantis (3 anni e 2 mesi), Carlo Di Palmo (2 anni e 8 mesi), Antonella Panariti (5 anni), Cataldo Panariti (4 anni e 8 mesi), Stefano Russo (1 anno e 4 mesi), Pasquale Storino (2 anni, con sostituzione della pena in lavori di pubblica utilità) e Fabio Tomaselli (7 anni). Per Amerigo D’Uggento e Cosimo Storino, la Corte ha riconosciuto il vincolo della continuazione con precedenti sentenze, fissando le pene rispettivamente a 5 anni e 4 mesi e a 7 anni e 11 mesi. Confermata, invece, la condanna a 5 anni e 2 mesi per Monica Paderi.
Oltre allo sconto sugli anni di reclusione, per diversi imputati la Corte ha eliminato o ridotto le pene accessorie, come l’interdizione dai pubblici uffici, trasformandola da perpetua a temporanea per la durata di cinque anni. Il corposo collegio difensivo, composto dagli avvocati Danilo Cito, Domenico Attanasi, Daniela D’Amuri, Fabio Falco, Ladislao Massari, Giada Pantaleo, Salvatore Maggio, Stefano Prontera, Pasquale Morleo, Rosario Frascella, Luigi Danucci, Antonio Liagi, Giuseppe Antonio Cannalire e Armando Pasanisi, attende ora il deposito delle motivazioni, previsto entro 90 giorni.