Nel solco della crisi politico-amministrativa che da dopo le elezioni regionali interessa e attanaglia Francavilla Fontana, s’inserisce un caso molto particolare e di difficile interpretazione. È il caso che riguarda il presidente del Consiglio comunale Maurizio Bruno, che il 4 dicembre dichiarò pubblicamente di volersi dimettere. Anzi, si dimise impiegando termini piuttosto perentori (come dimostrano registrazione video e verbali di seduta.
La domanda, già peraltro posta a caldo dalla consigliera comunale di opposizione Maria Passaro (La Città di tutti) che ha chiesto una risposta scritta al segretario generale, è ora al vaglio delle forze politiche che affrontano un periodo natalizio non proprio esaltante a seguito delle più recenti vicissitudini spiattellate ai quattro venti anche nel corso delle più recenti occasioni istituzionali d’incontro e scontro.
La registrazione è chiara: Bruno, ex consigliere regionale, torna da incontri istituzionali a Bari col neo eletto presidente della Regione Antonio Decaro e prende la parola, mentre al suo posto di presidente delle assise c’è il compagno di partito Nicola Cavallo.
Bruno, nel video, si dice turbato e intende fare chiarezza dal suo punto di vista, cominciando a parlare di bilancio ma specificando di essere parte terza rispetto alle contese squisitamente esecutive. Dice chiaramente di non essere mai stato nel gruppo Giunta e di non aver mai interferito nelle decisioni del governo cittadino, a differenza di altri in passato.
Successivamente a una serie d’interruzioni, passa a parlare di altro. «Non partecipo a nulla – dice Bruno – e in questi due anni e mezzo ho cercato di rispettare quello che era il mio ruolo (gratuito in quanto in concomitanza con l’incarico regionale, nda) senza mai essere intervenuto in quelle che erano le vicende di Francavilla Fontana, dove ho preso solamente due posizioni molto chiare: una su un disabile che aveva avuto ben 66 multe nel centro storico e l’altra sulla vicenda della scuola Rodari, non un mio capriccio ma una questione molto chiara non solo all’interno del Partito democratico ma della comunità per poter offrire una struttura adeguata al Centro occupazionale».
Bruno ha dichiarato che, a livello cittadino, soltanto queste due cose l’hanno visto protagonista in due anni e mezzo. In seguito, ha parlato di macchinazioni ai suoi danni per non essere stato rieletto in Regione. Un ruolo, il suo, che ha definito “stupendo” nell’aver gestito la protezione civile al meglio delle sue possibilità. La parte più squisitamente locale giunge quando parla di una regia dietro la crisi amministrativa e il riferimento è chiaramente al vice sindaco di Denuzzo, Domenico Attanasi.
Serie d’interruzioni e poi il dunque: Bruno dice chiaramente – registrazione e verbali alla mano – che “dietro tutto quello che sta avvenendo in queste ore c’è una regia molto chiara ed evidente, gente che non ha votato (alle regionali, nda) assolutamente il centrosinistra a Francavilla Fontana ma che ha votato il centrodestra e proprio alla luce di questo, io non ho nessuna intenzione di proseguire questa esperienza in questa amministrazione per un semplice motivo: perché, chi fa il regista (sempre Attanasi, nda) e soprattutto se quel regista non ha votato qualsiasi schieramento politico del centrosinistra, o lui viene messo da parte oppure altrimenti io penso che non ci siano le condizioni dal mio punto di vista di proseguire questa esperienza in questa amministrazione e in questa maggioranza».
Bruno dice di più: «Consegno anche il mio mandato di presidente e se ci sarà la possibilità di eleggere democraticamente un nuovo presidente, ne prendiamo atto». Sembrano dimissioni vere e proprie, convinte e motivate. Il giorno dopo, però, Bruno le ha ritrattate. Effettivamente uno strano caso, che potrà fare giurisprudenza, e numerose domande: Bruno si è dimesso? Quelle dimissioni erano irrevocabili? La seduta sul Pug (12 dicembre) è stata regolare? Da qui, anche da qui, passano i nodi di una crisi politico-amministrativa francavillese molto seria che non accenna a trovare una soluzione.