Crisi Francavilla: nel caos calmo, il Pd batte i pugni. Amministrazione Denuzzo come un fenicottero azzoppato, ma sul Titanic si continua a suonare…

di Eliseo Zanzarelli

Consiglio comunale solo vagamente acceso, quello di ieri, a Francavilla Fontana. Qualche fuoco d’artificio c’è stato ma si è trattato di botti per così dire legali. Le micce erano già pronte, ma le fiamme covano sotto la cenere.

Il Partito democratico – assente Antonio Eugenio De Simone, che nei giorni scorsi ha querelato Maurizio Bruno – ha votato “sì” fino a un certo punto, punto inteso come punto all’ordine del giorno.

Poi, però, dopo una lunga maratona, ha lasciato in sospeso un bel po’ di debiti fuori bilancio: con una dimostrazione di forza o – meglio – di numeri i dem hanno abbandonato compatti l’aula consiliare lasciando il sindaco Antonello Denuzzo da solo con la naturale opposizione emersa dalle urne nel 2023. Responsabilità sì, ma fino a un certo punto.

La crisi a Castello Imperiali è tutt’altro che risolta. Denuzzo, dal canto suo, continua a suonare in un’orchestra che non s’arrende a mo’ di quella del Titanic mentre il transatlantico affondava dopo aver centrato il famigerato iceberg.

L’amministrazione non è ufficialmente caduta e, ormai, non cadrà prima del prossimo peraltro imminente anno. Nessuno si è finora industriato nel presentare una mozione di sfiducia seria, raccogliendo firma dopo firma l’eventuale malcontento dei consiglieri.

Le richieste sono note anche se non ufficiali, ma mai smentite: tre assessori, il vice sindaco e la delega all’Ambito sociale.

La controproposta è nota anche se non ufficiale, ma mai smentita: tre assessori e il vice sindaco, stop.

Saranno sufficienti questi, pur considerevoli, argomenti posti sul tavolo spicciolo delle trattative? Difficile.

L’impressione è che non si tratti soltanto di questioni politiche o di poltrone – vabbè, il Pd è spaccato al suo interno anche ma non solo su questi temi – bensì proprio di linea di pensiero. Il rischio concreto è che mentre a Roma si discute, Sagunto venga espugnata. Sagunto, in questo caso, sarebbe la quotidianità di Francavilla Fontana. Una città che rischia di annaspare in un caos apparentemente calmo che nessuno o forse tutti – appena due anni fa – si sarebbe aspettato.

Neppure un’anatra zoppa, semmai un fenicottero azzoppato. Elegante sì, ma impotente.

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