Di seguito una nota da parte di Aurora Pezzuto (Fi) e Sara Bonifacio (Fdi), ex componenti della Commissione pari opportunità di Francavilla Fontana e che proprio su di essa si concentrano:
Tra crisi amministrativa, rimpasti, dimissioni, cambio di casacche, urla in consiglio comunale, accuse e rivendicazioni da parte del Pd, panettone al gusto amaro mangiato dal sindaco davanti alle telecamere, Babbo Natale con una bella scorta di colla per rimanere ben saldi alle poltrone, mal di pancia e litigi interni al Pd con tanto di querela a Bruno come ciliegina sulla torta… Ecco che il nuovo anno ha messo in scena il primo colpo ad effetto: nuova vicesindaca targata Pd e arrivederci e tante belle cose.
E nel frattempo Francavilla Fontana è diventata la zimbella della provincia, attaccando agli schermi migliaia di lettori ed elettori per assistere ad un sequel degno delle soap opere turche.
Uno scenario mai visto a Francavilla Fontana, dacché ne abbiam memoria.
Ma veniamo al dunque: questione Commissione Pari opportunità.
Da ex componenti della Commissione Pari Opportunità, dimesseci mesi fa dopo aver constatato l’inattività dell’organo e la totale assenza di iniziativa da parte di chi avrebbe dovuto guidarlo, per di più dissoltosi nel nulla senza assumersi le proprie responsabilità, abbiamo constatato come la CPO sia diventata ormai un organismo vuoto, senza progetti, senza voce, senza impatto, orfano dei componenti che da regolamento spettano alle forze di minoranza.
Successivamente l’elezione della nuova presidente: Annamaria Padula, in forza Pd. Bene. Ma cosa cambia? Poco o nulla: pochissime iniziative, poca partecipazione e comunicati firmati non a nome della Cpo tutta ma individualmente dalla presidente.
Oggi apprendiamo che quella stessa presidente è diventata vicesindaca. Quindi? Si cambierà ancora per
incompatibilità di incarichi, come da regolamento. Saremo quindi ufficialmente alla terza presidenza in pochi mesi.
Vogliamo far presente che un organo importante come la Commissione Pari Opportunità non può essere gestito come fosse un passaggio di staffetta. Serve stabilità, programmazione, e soprattutto, presenza reale sul territorio.
Disparità di genere, violenza sulle donne, omofobia e diritti dei diversamente abili non sono problemi che possono aspettare. Non sono questioni che riguardano solo alcune categorie o gruppi di persone, ma sono temi che toccano la nostra società nel suo complesso.
Non possiamo permettere che queste problematiche siano messe in secondo piano o ignorate a causa di dinamiche di potere o interessi personali. È il momento di agire, di prendere posizione e di lavorare per creare un mondo più giusto e inclusivo per tutti.