Tardio (ex Art. 9): «Secondo me, un bel ritorno al passato tra invidie, rivalse e ambizioni personali»

Il professor Mimmo Tardio, ex consigliere di maggioranza e fuoriuscito da Art. 9, vede così quanto accaduto di recente a Castello Imperiali e dintorni:

Dopo una serie di commenti di esponenti della maggioranza è troppo facile ipotizzare il passo falso che, in maniera raffazzonata, è venuta fuori con troppa superficialità e pressappochismo.

La nostra Città, in questi giorni natalizi, illumina con le sue luci, strade, case e monumenti, mentre la vita amministrativa di Castello imperiali è piombata in un buio da cui si pensava dovesse uscire con una nuova visione politica, con una progettualità più qualificata.
Invece tutto si è risolto un bel teatrino di ambizioni personali, rivalse, invidie, per chi vuol farsi strada.

In così poco tempo si è dissolta la novità di CITTA’ FUTURA per un repentino ritorno ad una CITTA’ TRAPASSATA dettata da interessi, potere e tornaconti elettorali, tralasciando conoscenze, capacità e competenze. Einaudi diceva che “la libertà esiste se esistono uomini liberi; muore se gli uomini hanno l’animo di servi”. Ciò che accadde con CITTA’ FUTURA è stato calpestato e sepolto.

Eppure per i nostri figli che vanno a scuola chiediamo, invochiamo ed esigiamo insegnanti e docenti preparati e qualificati per il loro percorso educativo.

Ancora per la nostra salute vogliamo strutture sanitarie di alto profilo, personale medico con elevate competenze e professionali.

Finanche nelle nostre squadre di calcio speriamo che acquistino i più bravi, i migliori, i campioni, per poter vincere ed arrivare in alto. E potrei continuare!

Ma per amministrare la nostra Città, noi cittadini, non chiediamo che siano i più preparati, i più qualificati, i più competenti, per essere guide capaci di rispondere alle aspettative della cittadinanza, dai più fragili, agli ultimi.

Le logiche sono totalmente diverse, anzi rispondono a ben altri criteri che non appartengono alla politica del bene comune, alla risoluzione del vissuto dei nostri cittadini, dai più piccoli agli anziani, dalle competenze e capacità amministrative che non sono rappresentate dai esiti elettorali, ma altri requisiti acquisiti in alti ambiti culturali, professionali e sociali.

Mi spiace constatarlo, ma stiamo assistendo alla morte della politica, peggio, ad un “RITORNO AL PASSATO”.

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