Il Consorzio Imprese Riunite di Francavilla Fontana ha lanciato un duro atto di accusa contro lo stato di abbandono in cui versa la zona PIP, il cuore pulsante dell’economia cittadina. In una nota ufficiale inviata il 9 gennaio 2026 al sindaco Antonello Denuzzo e agli assessori Carmine Sportillo (Sviluppo Economico) e Vanni Calò (Ambiente), il presidente del Consorzio, Alessio Incalza, ha denunciato una situazione di degrado diffuso che mette a rischio non solo l’immagine delle aziende, ma la sicurezza stessa di lavoratori e visitatori.
Le criticità documentate dal Consorzio descrivono un panorama desolante fatto di infrastrutture fatiscenti e incuria. Tra i punti sollevati con maggiore urgenza spiccano i numerosi lavori di ripristino stradale mai completati o eseguiti in modo approssimativo. In particolare, è stata segnalata una voragine profonda quasi 30 centimetri rimasta aperta per oltre un mese, diventando una vera e propria trappola per i mezzi pesanti e le auto in transito. A completare il quadro di insicurezza stradale si aggiungono la presenza di marciapiedi invasi dalle erbacce e caditoie ostruite da detriti, una combinazione che rende l’area estremamente vulnerabile ad allagamenti in caso di pioggia.

Non meno grave è l’emergenza ambientale e della sicurezza passiva. Il dossier evidenzia la presenza di discariche a cielo aperto con cumuli di rifiuti abbandonati, alcuni dei quali risalirebbero addirittura all’aprile del 2024, oltre al danneggiamento del sistema di videosorveglianza, con pali delle telecamere fuori uso che lasciano l’area priva di protezione contro atti vandalici o furti.
Il Consorzio ha chiesto all’amministrazione comunale un intervento immediato e non più differibile di messa in sicurezza e ripristino del decoro urbano. Le richieste includono lo sfalcio sistematico della vegetazione, la pulizia dei canali di scolo e una manutenzione stradale dignitosa. Per le imprese consorziate, la situazione attuale rappresenta un danno concreto alla funzionalità del polo produttivo, che necessita di condizioni adeguate per continuare a rappresentare la principale risorsa economica del territorio francavillese.
«Noi vorremmo confrontarci con l’Amministrazione su sviluppo economico, investimenti, espansione produttiva, attrazione di nuove imprese e crescita del territorio.
Invece, troppo spesso, il dialogo si riduce a buche, rifiuti lasciati dai soliti incivili ed erbacce.
Questa situazione penalizza chi, ogni giorno, prova a far funzionare la città con la propria azienda, creando posti di lavoro, valore e sviluppo economico.
Problemi reali che vanno risolti, ci mancherebbe, ma senza perdere di vista la visione di una città che vuole davvero crescere», dichiara Incalza.