Contenzioso in materia di lavoro per il Comune di Oria che si trova costretto a difendere le proprie decisioni amministrative davanti al Tribunale di Brindisi. La vicenda riguarda il ricorso presentato da un dipendente municipale che ha impugnato la sua esclusione dalla procedura valutativa indetta dall’ente per l’assegnazione dei “differenziali stipendiali”, ossia scatti retributivi interni a partire dal primo gennaio 2024.
Al centro della disputa vi è l’interpretazione delle norme che regolano l’accesso a questi benefici economici per il personale trasferito. Il ricorrente – neoassunto – sostiene di essere stato illegittimamente escluso dalla graduatoria.
Di avviso diametralmente opposto è invece l’ufficio del personale, che ha respinto l’istanza richiamando specifici orientamenti dell’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) e le clausole contrattuali vigenti.
La posizione dell’amministrazione si fonda sul principio secondo cui l’assegnazione della progressione economica richiede il rispetto di precisi intervalli temporali. Secondo le regole richiamate nella determinazione dirigenziale – a firma della responsabile del settore Loredana D’Elia – i dipendenti devono aver maturato un’anzianità di almeno due anni nella posizione economica in godimento senza aver beneficiato di altri scatti nel biennio precedente. Inoltre, per poter partecipare alla procedura, il dipendente deve risultare in servizio presso l’ente già dal primo gennaio dell’anno di riferimento.
L’ente sostiene, in sostanza, che i lavoratori assunti o trasferiti dopo tale data non possono essere inclusi nelle progressioni di quell’anno specifico, una linea interpretativa che mira a garantire la stabilità e l’omogeneità delle valutazioni interne. A supporto della propria decisione, il Comune cita un precedente giurisprudenziale molto recente e specifico: una sentenza emessa dalla sezione lavoro del tribunale di Brindisi il 14 marzo 2025.
In quell’occasione, il giudice aveva rigettato un ricorso analogo presentato da un’altra dipendente comunale, confermando la correttezza delle motivazioni di esclusione addotte dagli uffici. Forte di questo precedente favorevole, l’amministrazione ha deciso di resistere in giudizio anche in questa nuova causa, ritenendo doveroso difendere la legittimità delle graduatorie approvate e delle procedure seguite. Per la rappresentanza legale comunale è stato scelto l’avvocato Lorenzo Scarano, professionista esterno all’amministrazione a cui è stato affidato l’incarico in via diretta.
La scelta è ricaduta sul legale che aveva già seguito e vinto la precedente controversia identica a quella odierna, garantendo così una continuità difensiva basata sulla conoscenza approfondita della fattispecie. La spesa complessiva impegnata per la difesa del Comune ammonta a 3.708 euro, cifra necessaria per coprire onorari e oneri di legge nel tentativo di evitare che l’ente debba soccombere alle richieste del dipendente o – si legge – affrontare esborsi maggiori in caso di mancata costituzione.
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