Mortale sulla Oria-Francavilla, destino che si accanisce: Eva perse figlio a causa di un incidente

Eva Patisso, oritana di 76 anni, ha perso la vita nella primissima serata di quest’oggi (lunedì 19 gennaio 2026) lungo la strada che collega Francavilla Fontana e Oria. Con suo marito e sua figlia pare fossero di ritorno dall’ospedale di Francavilla Fontana dove si erano recati per una normale visita. Al ritorno, hanno dovuto fare i conti con un’auto in panne – la loro, una Fiat 600 – che si sarebbero affrettati a trasportare a spinta sul ciglio della carreggiata.

Purtroppo, Eva sarebbe stata nel frattempo travolta da un’altra auto, un’Audi A4, in transito lungo la Oria – Francavilla. Al volante, un giovane di Oria. Questi si è senz’altro fermato e ha prestato soccorso. La polizia locale di Oria, supportata dai carabinieri della stazione di Oria e della Compagnia di Francavilla Fontana per la viabilità, procede alla ricostruzione quanto più puntuale possibile della dinamica del sinistro.

Ciò che rende, se possibile, più drammatico il dramma è che Eva e suo marito già più di 20 anni fa avevano perso proprio a causa di un incidente stradale lungo la statale 106 ionica. Francesco, che a quel tempo aveva 33 anni ed era un vigile del fuoco, perse la vita nel tragitto che normalmente lo collegava da casa sua a Oria a quella Calabria nella quale a suo tempo prestava servizio.

Un vuoto incolmabile, quello seguito alla morte di Francesco, che infatti i suoi genitori avevano cercato non di colmare ma in qualche modo di palliare anche attraverso la fede. Eva e suo marito presero a frequentare a maggior ragione e, se possibile, ancora più assiduamente e “servire” nelle funzioni religiose la parrocchia di San Domenico e non soltanto quella, confortati forse dalle preghiere per ciò che fu e confidando in un qualche sollievo futuro per le loro anime.

Fino a quando un destino – qualcuno lo definì cinico e baro – si è accanito nuovamente contro quella stessa onesta e benvoluta famiglia, di cui è stata recisa un’altra fondamentale radice.

Le circostanze perlopiù assurde di quest’ultimo fatto di cronaca e i trascorsi su accennati rendono l’accaduto ancor più tragico dinanzi a una morte che sì, in qualche modo forse si sarebbe potuta evitare.

Intanto, un’intera comunità piange una donna a cui ciascuno voleva bene. Un affetto, ovviamente, da lei ricambiato.

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