Un registro informatico di contabilità parallela, una sorta di archivio digitale dove venivano annotati i guadagni reali, ben distanti da quelli dichiarati al fisco. Una presunta maxi evasione fiscale è stata scoperta dai militari della guardia di finanza della Compagnia di Fasano nell’ambito di un’ispezione estiva in uno stabilimento balneare della costa fasanese. Le indagini, iniziate lo scorso luglio nel picco della stagione turistica e concluse a dicembre, hanno permesso ai finanzieri di ricostruire un volume di affari “in nero” superiore a 1,3 milioni di euro. Una cifra impressionante, che corrisponde a circa il doppio di quanto ufficialmente dichiarato dalla struttura per ogni stagione balneare.
L’analisi dei finanzieri ha fatto emergere come le irregolarità principali riguardassero le attività più remunerative del lido, e cioè: il noleggio di ombrelloni e lettini senza emettere ricevute per gli affitti giornalieri; i servizi di parcheggio i cui introiti non sarebbero stati dichiarati.
A seguito della ricostruzione contabile, alla proprietà verranno contestati imposte evase, sanzioni e interessi per un ammontare complessivo che sfiora il milione di euro.
L’operazione si inserisce in una più ampia attività di monitoraggio disposta dal Comando provinciale di Brindisi delle fiamme gialle su tutta la costa adriatica. L’obiettivo è verificare il rispetto della normativa fiscale tra i titolari di concessioni balneari e gestori di lidi, settori chiave dell’economia locale dove il rischio di sommerso resta elevato.