[Nella foto in alto, scattata da Vincenzo Almiento, Eva Patisso durante una delle sue letture in chiesa]
La comunità di Oria si stringe in un abbraccio silenzioso attorno alla famiglia di Eva Patisso, la 76enne che ha perso la vita nel tragico incidente stradale avvenuto lunedì sera intorno alle 18 sulla provinciale 56 Francavilla Fontana – Oria. Mentre la magistratura muove i primi passi ufficiali per accertare le responsabilità, il borgo piange una donna che per decenni è stata un punto di riferimento spirituale e umano.
Il pubblico ministero di Brindisi, Mauron Gallone, ha già disposto il sequestro dei veicoli coinvolti – la Fiat 600 della vittima e l’Audi A4 del giovane che l’ha travolta – e ha tenuto a propria disposizione la salma della donna. Nelle prossime ore saranno affidati gli accertamenti tecnici necessari a ricostruire quei secondi fatali. La dinamica, pur nella sua drammaticità, sembra delineata: l’auto di famiglia in panne, la manovra disperata per spingerla fuori dalla carreggiata e quel “ritardo fatale” che ha lasciato l’anziana esposta sulla strada proprio mentre sopraggiungeva l’altra vettura. Un impatto violentissimo, che non le ha lasciato scampo, sbalzandola sulla terra fredda di un fondo agricolo.




Oltre i rilievi tecnici e le carte giudiziarie, resta il vuoto incolmabile lasciato da una donna descritta da tutti come “speciale”. Particolarmente toccante è il ricordo espresso dalle comunità parrocchiali di San Domenico e Maria SS. Assunta, dove Eva e suo marito prestavano servizio con dedizione instancabile.
“Oggi le nostre comunità piangono per te”, si legge nel messaggio diffuso dalla parrocchia di San Domenico. “Sei stata una persona difficile da dimenticare, hai servito la Chiesa con amore, umiltà e spirito di dedizione. Sei stata un pilastro fondamentale, per questo ti terremo sempre nei nostri cuori. Dal Cielo ci proteggerai e ci guiderai lungo il nostro cammino terreno”. Parole che descrivono non solo una fedele, ma una colonna portante della vita sociale e religiosa oritana.
Il dolore del Borgo Federiciano è amplificato dal ricordo di un’altra ferita mai rimarginata per questa famiglia. Molti, in queste ore, hanno richiamato alla memoria la perdita del figlio di Eva, un giovane vigile del fuoco che anni fa perse la vita in un altro tragico incidente sulla statale 106. Un destino che sembra essersi accanito con una crudeltà inaudita su di una famiglia che ha sempre fatto del servizio agli altri – nella Chiesa e nelle istituzioni – la propria ragione di vita.
Ora la provinciale 56 resta sotto la lente d’ingrandimento, mentre Oria si prepara a dare l’ultimo saluto a una donna che, come dicono i suoi parrocchiani, continuerà a camminare accanto a loro in ogni preghiera.