Giovanni Di Cesaria, il 25enne francavillese finito tra le pieghe della complessa inchiesta sullo spaccio di stupefacenti emersa a seguito dell’omicidio di Paolo Stasi, ne è uscito del tutto indenne. Il giudice del Tribunale di Brindisi, Simone Falerno, ha pronunciato una sentenza di assoluzione con formula piena perché “il fatto non sussiste”.
La decisione è giunta su richiesta dello stesso pubblico ministero, il sostituto procuratore Giuseppe De Nozza, il quale ha riconosciuto l’insussistenza delle accuse a carico del giovane, titolare di un bar nella Città degli Imperiali e unico imputato in questo filone processuale.
Il coinvolgimento di Di Cesaria era scaturito dall’ordinanza di custodia cautelare del maggio 2023 che portò agli arresti, tra gli altri, di Luigi Borracino (condannato a 16 anni quale esecutore materiale del delitto Stasi) e di Cristian Candita (condannato in primo grado all’ergastolo come autista del killer). Secondo l’impostazione accusatoria iniziale, Di Cesaria sarebbe stato parte integrante del giro di spaccio gestito dai due.
Tuttavia, il percorso processuale del 25enne aveva preso una strada diversa: a causa di un difetto di notifica sollevato dal suo difensore, l’avvocato Michele Fino, la sua posizione era stata stralciata dal tronco principale del processo. Questo ha dato vita a un procedimento parallelo e solitario che si è concluso nelle scorse ore.
Il castello accusatorio si fondava principalmente su alcune intercettazioni telefoniche ed ambientali captate durante le fasi calde delle indagini sull’omicidio del giovane Stasi. Tuttavia, nel corso del dibattimento, è emerso che quegli indizi, a distanza di anni, non si sono mai trasformati in prove concrete. Le parole ascoltate dagli inquirenti non hanno trovato riscontro in fatti reali o episodi di spaccio documentati.
Con questa sentenza, che spazza via ogni ombra sul giovane imprenditore francavillese, si chiude un delicato capitolo di cronaca giudiziaria che per mesi aveva legato il nome di Di Cesaria a uno degli episodi più tragici e oscuri avvenuti recentemente nel Brindisino.