Ha anche ammesso di aver sbagliato, di aver esagerato in più di qualche occasione. La sua compagna e le sue due figlie, intanto, sono state trasferite in una località protetta e segreta. Un 25enne di Oria, invece, era ed è in carcere a Brindisi anche per questo motivo: in diverse occasioni, avrebbe incusso terrore non solo nei confronti della convivente – ormai esausta – ma persino della loro prole.
I militari dell’Arma sono intervenuti nell’abitazione della coppia, alla periferia del borgo federiciano, il 2 gennaio di quest’anno. La richiesta d’aiuto era giunta direttamente dalla donna – una coetanea dell’arrestato – la quale aveva raccontato agli investigatori della compagnia di Francavilla Fontana di essere vittima di minacce di morte e aggressioni verbali pare da diversi mesi, di temere per la propria incolumità e per quella delle proprie bambine.
Di qui la disposizione urgente da parte dell’Autorità giudiziaria di collocarle in una struttura specializzata e riservata, al riparo da possibili molestie. Nel frattempo, l’indagine è passata nelle mani dei carabinieri della stazione di Oria – al comando del maresciallo capo Angelo Libardi – che il 17 gennaio ha chiesto e ottenuto, per il tramite del pubblico ministero, la misura della custodia cautelare nei confronti del presunto compagno e padre violento, disoccupato e con precedenti penali. Gli sono stati contestati maltrattamenti in famiglia a partire quantomeno dal mese di giugno 2025. Condotto in carcere per via della gravità dei suoi presunti comportamenti familiari particolarmente aggressivi, è stato nei giorni scorsi anche sottoposto a interrogatorio di garanzia. Difeso di fiducia dall’avvocato Raffaele Pesce del Foro di Brindisi, dinanzi alla giudice per le indagini preliminari Barbara Nestore ha ammesso in larga parte gli addebiti e si è anche scusato per averli commessi.

Ciò non gli è comunque servito a lasciare la casa circondariale di via Appia, dove infatti tuttora si trova. Per quanto ancora giovanissimo, A.C. – queste le iniziali dell’indagato – è gravato da tutta una serie di procedimenti passati e presenti, tant’è che proprio nelle ultime ore gli sarebbero stati contestati altri ipotetici reati commessi poco prima di essere arrestato. Perlopiù delitti di natura cosiddetta predatoria (in primis, furti) che fanno di lui una figura ormai piuttosto nota alle banche dati delle forze dell’ordine. La situazione familiare complessiva e piuttosto critica non sarebbe sfuggita, nei mesi scorsi, neppure agli uffici Servizi sociali.
Il distacco di madre e figlie dal padre potrebbe solamente giovare – si evince – a queste ultime tre, che per il momento sarebbero al riparo da ulteriori angherie. Il tutto, come sempre, è tutto da dimostrare e l’indagato è da ritenersi non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Il legale di fiducia del 25enne si riserva di intraprendere, nei prossimi giorni e comunque termini di legge, qualsiasi iniziativa per l’eliminazione o quantomeno un’attenuazione della misura cautelare a carico del suo assistito.