Una spirale di violenza domestica, innescata dal dramma della tossicodipendenza, è stata interrotta venerdì scorso dall’intervento dei carabinieri della Stazione di Oria. Un uomo di 32 anni è stato condotto in carcere in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dalla gip del Tribunale di Brindisi, Barbara Nestore, con le pesanti accuse di maltrattamenti in famiglia ed estorsione, sia consumata che tentata.
L’incubo per i genitori, stimati e onesti lavoratori locali, era iniziato lo scorso agosto. Il figlio, rientrato in famiglia per un periodo di ferie, non era più tornato al lavoro, scivolando progressivamente in una condotta vessatoria e violenta. Dietro questa metamorfosi caratteriale, secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla pm Laura De Stradis, si stagliava l’ombra della dipendenza dalla cocaina: una necessità di denaro costante che aveva trasformato la convivenza in un inferno.
Le indagini, condotte con estrema rapidità dai carabinieri al comando del maresciallo capo Angelo Libardi, hanno permesso di ricostruire cinque mesi di sopraffazioni. Il giovane non si limitava a insulti e gesti violenti tra le mura domestiche, ma avrebbe perseguitato i genitori finanche sul loro luogo di lavoro. Il quadro probatorio si è avvalso anche di messaggi telefonici dal contenuto inequivocabile, che hanno confermato il clima di terrore in cui versavano non solo i genitori, ma anche un fratello non convivente, vittima di un tentativo di estorsione.
Di fronte a una situazione divenuta insostenibile, i familiari hanno trovato il coraggio di denunciare tutto ai militari dell’Arma. La Procura ha agito altrettanto rapidamente, chiudendo il cerchio investigativo in pochi giorni per tutelare l’incolumità delle persone offese. Il 32enne, rintracciato e arrestato ieri, è stato trasferito nel carcere di Brindisi.
Nei prossimi giorni (lunedì 26 gennaio) l’indagato, difeso dall’avvocato Raffaele Pesce del Foro di Brindisi, comparirà davanti alla giudice Barbara Nestore per l’interrogatorio di garanzia. In quella sede, il legale potrà esporre gli elementi a difesa del giovane, in una vicenda che resta profondamente segnata dal dramma sociale della droga.