Contrada Sottoparabita, la delusione dei residenti: «Credevamo fosse la volta buona per avere maggiore dignità, ma siamo stati illusi»

Il passaggio dal ringraziamento pubblico a una “profonda e dolorosa delusione” è racchiuso nell’arco di quasi due anni, durante i quali per i residenti in contrada Sottoparabita nulla è cambiato. Al centro del rammarico ci sono il prolungamento di via Fabio Filzi e la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria: promesse che oggi i cittadini definiscono, senza mezzi termini, disattese. Lo scrivono in una nota, piuttosto piccata, indirizzata al sindaco Cosimo Ferretti e all’assessore ai Lavori pubblici e urbanistica Domenico D’Ippolito.

La vicenda sembrava aver preso una piega risolutiva il 29 febbraio 2024, quando la giunta comunale guidata del primo cittadino Ferretti adottò la delibera numero 59. L’atto dava mandato al dirigente dell’Ufficio tecnico di avviare l’acquisizione delle aree necessarie per aprire la strada e installare reti idriche, fognarie, del gas e della pubblica illuminazione. In quel momento, i proprietari degli immobili avevano espresso un “pubblico ringraziamento” all’amministrazione, intravedendo finalmente la fine di un “annoso problema” dopo decenni di istanze ignorate dalle precedenti gestioni.

A distanza di quasi due anni, l’entusiasmo ha ceduto il passo alla protesta. Attraverso l’avvocato Tommaso Carone, rappresentante dei residenti, è stato inviato un duro sollecito al Comune. La denuncia è netta: “Nessun atto formale successivo all’atto di indirizzo è stato adottato, nessuna iniziativa è stata avviata, nulla è stato previsto nel bilancio comunale”.

L’avvocato ed ex consigliere comunale e provinciale Tommaso Carone

I cittadini lamentano di essere stati vittime di una mera “illusione” e ricordano come le promesse risalgano addirittura alla campagna elettorale del 2015. Oggi, la richiesta è quella di impegni concreti e stanziamenti di fondi, per uscire da una condizione di emarginazione che dura da decenni.

Non è solo una questione di decoro, ma anche di sicurezza. I residenti sottolineano come l’attuale conformazione stradale impedisca il passaggio dei mezzi di soccorso, esponendo tutti a rischi gravissimi in caso di emergenza. A questo si aggiunge la totale oscurità notturna e l’assenza di servizi essenziali come acqua e fogna, che rendono la zona simile a una “baraccopoli”.

«Siamo cittadini che rispettano gli stessi doveri degli altri, ma trattati come di serie B», scrivono i proprietari, dichiarandosi pronti a lottare con ogni mezzo per ottenere una “cittadinanza dignitosa”. La parola passa ora all’amministrazione comunale, chiamata a dimostrare che quella delibera del 2024 non era solo un pezzo di carta destinato a restare in un cassetto.

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