La polizia locale di Francavilla Fontana si è concessa del tempo per scandagliare i social e querelare diversi cittadini per tutta una serie di commenti, ritenuti diffamatori, a margine di articoli ripostati su Facebook da questa stessa testata.
Un paradosso amministrativo che ha scatenato l’ironia e la reazione della community. Secondo l’impostazione dei denuncianti, tra i moltissimi messaggi di scherno o critica, alcuni avrebbero superato il limite del lecito, scivolando in insulti personali e attacchi giudicati lesivi della reputazione e dell’onorabilità del Comando guidato dalla comandante Valeria Sabatelli.
Nei giorni scorsi, alcuni dei presunti autori dei commenti sono stati convocati in caserma per elezione di domicilio e nomina degli avvocati. Sempre secondo la polizia locale, le frasi pubblicate non rientrerebbero nel diritto di critica, ma configurerebbero una vera e propria aggressione verbale alla dignità del Corpo.
Il caso riapre il dibattito sul confine, spesso sottile, tra la sacrosanta libertà di espressione garantita dalla Costituzione e la tutela penale della reputazione altrui. Sarà ora compito della Procura di Brindisi valutare se le parole utilizzate dagli utenti integrino effettivamente il reato di diffamazione o se debbano essere archiviate come aspre, ma legittime, manifestazioni di pensiero nate da un episodio di evidente interesse pubblico.