Si è svolta questa mattina la cerimonia di commemorazione del carabiniere Cosimo Luigi Miccoli, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria, a 39 anni dal suo eroico sacrificio.
La commemorazione è iniziata a Torre Santa Susanna, alla presenza della vicaria del Prefetto di Brindisi, Paola Maria Bianca Schettini, del sindaco Michele Saccomanno e del comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Leonardo Acquaro. Particolarmente toccante la partecipazione della famiglia dell’eroe: la sorella Palmira Miccoli e le nipoti Sonia e Cosima.
Dopo la deposizione della corona ai piedi del monumento dedicato a Miccoli e la benedizione del cappellano militare, don Antonio Cassano, il corteo si è spostato a San Pancrazio Salentino. Qui, accolti dal vice sindaco Vincenzo Buccolieri e da una nutrita rappresentanza di studenti degli istituti comprensivi locali, sono stati resi gli onori militari al Monumento ai Caduti. La presenza dei ragazzi ha sottolineato il valore pedagogico del ricordo: tramandare alle nuove generazioni l’esempio di chi ha servito lo Stato fino all’estremo sacrificio.
Quel tragico 29 gennaio 1987. La storia di Cosimo Luigi Miccoli è quella di un eroe “normale” che non smise di essere carabiniere nemmeno fuori servizio. Quel giorno, a soli 28 anni, Miccoli si trovava in auto con la sua fidanzata presso il casello autostradale di Pomigliano d’Arco (Napoli). Nonostante fosse in abiti civili e non in turno, non esitò un istante quando vide tre malviventi armati e travisati intenti a rapinare i casellanti.
Scese dall’auto, estrasse la pistola d’ordinanza e ingaggiò un conflitto a fuoco. Colpito mortalmente al petto dai banditi, Miccoli continuò a sparare per proteggere la fidanzata e i cittadini presenti, riuscendo a ferire uno dei rapinatori. Quel gesto fu decisivo: il malvivente ferito portò gli inquirenti all’identificazione e all’arresto dell’intera banda. Cosimo Luigi Miccoli morì durante il trasporto in ospedale, lasciando un vuoto incolmabile ma un’eredità d’onore cristallizzata nella Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Nato nel 1959 e arruolatosi nell’Arma nel 1979 dopo un’esperienza nella Fanteria, Miccoli aveva prestato servizio a Castellaneta, Taranto e infine a Napoli San Giuseppe. Le cerimonie odierne hanno ribadito quanto il suo nome sia ancora vivo nel brindisino, simbolo di un’Arma che, come recita la motivazione della sua medaglia, affronta il pericolo con “altissimo senso del dovere e cosciente sprezzo del pericolo”.