Castello di Oria, il dubbio: «E se sindaco e funzionario fossero incompatibili? Hanno causa in corso contro la proprietà»

Proprio quando la strada per la riapertura del castello di Oria sembrava spianata, ecco l’ennesimo colpo di scena. Pochi giorni dopo la chiusura positiva della conferenza di servizi, che ha dato l’ok tecnico al progetto della proprietà Borgo Immobiliare Srl, una mail mette in discussione la legittimità dell’intero procedimento, puntando il dito contro due figure non da poco: il sindaco Cosimo Ferretti e il Responsabile dello Sportello unico attività produttive (Suap) Glauco Caniglia.

Ad aver sollevato il caso è stato Francesco Arpa, ispettore superiore di polizia in congedo e cavaliere della Repubblica, che ieri mattina ha inviato una Pec indirizzata al segretario generale (Responsabile dell’Anticorruzione), al prefetto di Brindisi e agli stessi amministratori locali. Il nodo della questione sollevats da Arpa – non nuovo a iniziative del genere – risiede in un presunto e da lui definito grave conflitto d’interessi. Per comprendere la vicenda bisogna fare un passo indietro. Negli anni scorsi, un gruppo di sei cittadini intraprese un’azione popolare in sede civile per chiedere il risarcimento dei danni in favore del Comune contro la proprietà del castello, a seguito di abusi edilizi accertati in sede penale. Tra quei sei cittadini “accusatori” figuravano anche l’attuale sindaco, Cosimo Ferretti, e l’attuale funzionario comunale Glauco Caniglia.

La causa civile è tuttora pendente presso il Tribunale di Brindisi, con la prossima udienza fissata per il 4 febbraio 2026. Secondo la tesi di Arpa, si è creata una situazione paradossale: Glauco Caniglia, che in tribunale è controparte dei proprietari del castello, è lo stesso funzionario che, in veste di Responsabile Suap, sta gestendo la loro pratica per il cambio di destinazione d’uso e ha appena firmato la determina di conclusione della Conferenza di Servizi. Cosimo Ferretti, anch’egli attore nella causa contro la proprietà, siede ora sullo scranno più alto del Comune e – insieme agli altri consiglieri aventi diritto – dovrà votare in Consiglio comunale la deroga urbanistica fondamentale per permettere alla Borgo Immobiliare di avviare le attività economiche.



Arpa sostiene che esista una “potenziale incompatibilità” che minerebbe la serenità e l’imparzialità dell’azione amministrativa. Secondo il cittadino, il funzionario Caniglia, avendo un contenzioso aperto con la proprietà, non avrebbe dovuto gestire la pratica né firmare l’accordo integrativo. Analogamente, il Sindaco Ferretti, dovendo esprimersi su una deroga urbanistica (atto altamente discrezionale), potrebbe essere condizionato – anche inconsapevolmente – dalla pendenza giudiziaria in corso. L’esposto cita diverse sentenze del Consiglio di Stato, ricordando che l’obbligo di astensione scatta non solo in presenza di un danno economico certo, ma anche per il solo “pericolo di parzialità” o in presenza di una “lite pendente”.

La “denuncia” di Arpa arriva in un momento particolarmente delicato. Solo il 22 gennaio scorso, infatti, proprio il dottor Caniglia aveva firmato una determinazione per sancire la conclusione positiva della conferenza di servizi decisoria. Quell’atto approvava il progetto della Borgo Immobiliare per trasformare il maniero in una struttura non soltanto culturale ma anche turistico-ricettiva con attività di intrattenimento e svago, vincolando la proprietà a un accordo che prevede aperture al pubblico e prezzi calmierati o, per meglio dire, concordati a monte.

Quell’atto e il successivo passaggio in Consiglio comunale devono ora quantomeno essere presi in considerazione. Arpa ha chiesto formalmente al responsabile della prevenzione della corruzione – lo stesso segretario generale Mauro Pizzi – di verificare l’eventuale sussistenza circa un obbligo di astensione e di adottare, nel caso, le misure necessarie. Come l’avocazione della pratica o l’assegnazione ad altro funzionario, suggerendo inoltre al sindaco di astenersi dal voto in aula.

La partita del castello, dunque, si sposta dagli uffici tecnici alle carte bollate dell’Anticorruzione e della Prefettura, con il rischio concreto di un nuovo stallo per la riapertura del monumento simbolo di Oria ormai da tanti anni al centro di numerosi “tira e molla”.

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