Assalti bancomat, carabinieri fermano cinque presunti “marmottari”: il più anziano ha 26 anni

I carabinieri della Compagnia di Cerignola hanno inferto un duro colpo a una presunta organizzazione criminale specializzata negli assalti ai bancomat, eseguendo cinque fermi in carcere su disposizione della Procura della Repubblica di Foggia. Il gruppo, composto da giovanissimi di età compresa tra i 20 e i 26 anni residenti principalmente nel Foggiano e in Sicilia, è accusato di associazione per delinquere finalizzata ai furti aggravati con esplosivo, ricettazione e riciclaggio. L’indagine, che coinvolge complessivamente tredici persone, avrebbe permesso di sventare numerosi colpi pianificati in diverse regioni italiane, dal Brindisino fino alla Toscana, passando per Campania e Marche.

L’operazione riveste particolare importanza per il territorio brindisino, dove alcuni degli indagati si erano già recati per sopralluoghi operativi. In questa provincia, tra l’ottobre 2025 e il gennaio 2026, si sono verificati ben sette episodi analoghi nei comuni di Oria, San Pietro Vernotico, San Donaci, Fasano e nel capoluogo. Gli inquirenti ritengono che l’attività dei carabinieri abbia impedito la prosecuzione di una scia di furti che stava creando forte allarme sociale, considerando che i colpi già accertati tra settembre e ottobre 2025 avevano fruttato circa 40mila euro in contanti.

Il modus operandi della banda era estremamente sofisticato e prevedeva l’uso della tecnica definita della marmotta. Questo metodo consiste nell’inserire un ordigno artigianale ad alto potenziale all’interno della fessura di erogazione delle banconote degli sportelli Atm. La successiva detonazione sventrava letteralmente le casseforti, provocando spesso ingenti danni strutturali agli edifici che ospitavano i dispositivi. Per muoversi agilmente e sfuggire alle forze dell’ordine, i criminali utilizzavano auto di grossa cilindrata rubate, con targhe clonate o noleggiate appositamente a Cerignola, centro nevralgico della logistica del gruppo.

L’organizzazione non lasciava nulla al caso, basandosi su una pianificazione attenta e su una rigida suddivisione dei compiti. Ogni assalto vedeva la partecipazione di figure specializzate come autisti esperti, vedette per monitorare i passaggi delle pattuglie, staffettisti e addetti al posizionamento degli ordigni. Durante le perquisizioni che hanno portato ai fermi, i militari hanno rinvenuto e sequestrato una pistola clandestina e diversi candelotti di esplosivo, materiale che sarebbe servito a confezionare nuove marmotte per i colpi imminenti. La decisione di procedere con i fermi d’urgenza è stata dettata dal concreto pericolo di fuga dei sospettati e dalla necessità di interrompere immediatamente l’attività di una cellula criminale ritenuta pronta a colpire nuovamente su scala nazionale.

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