Castello di Oria, ex assessore regionale Amati: «Perché la deroga urbanistica e non l’esproprio?»

Nei giorni scorsi sul castello di Oria si è espresso l’ex consigliere e assessore regionale Fabiano Amati (candidatosi alle ultime regionali in “Per la Puglia” a sostegno di Antonio Decaro). Amati ha posto in discussione la strategia urbanistica scelta dall’amministrazione comunale, definita come una “procedura traballante” che solleva più di un dubbio sulla reale tutela dell’interesse pubblico.

Amati contesta apertamente la preferenza accordata dagli uffici e dalla politica locale al “permesso di costruire in deroga” rispetto alla strada maestra, a suo dire l’unica percorribile: l’esproprio per pubblica utilità. “Perché l’amministrazione preferisce il permesso in deroga?” si chiede il consigliere, sottolineando come questa scelta lasci la proprietà in mano ai privati, incrementandone il valore commerciale a fronte di rassicurazioni definite “vaghe” sulla futura apertura al pubblico del maniero.

Secondo l’esponente politico, la logica sottostante alla scelta del Comune appare come una riscrittura di comodo del diritto amministrativo e urbanistico. Amati mette a confronto l’interesse pubblico “relazionale” legato alla deroga con quello “monofocale” e assoluto garantito dall’esproprio, previsto tra l’altro dall’articolo 95 del Codice dei Beni Culturali. “Potendo espropriare – incalza Amati – come si fa a scegliere un cambio di destinazione che favorisce il privato?”

L’ex assessore pugliese sposta poi l’attenzione sulla fattibilità economica dell’operazione. Con un valore di mercato già stimato dall’Agenzia delle Entrate intorno ai 4,5 milioni di euro, la soluzione sarebbe a portata di mano: reperire le risorse o chiederle alla Regione Puglia. “Chi si occupa della questione sembra impelagarsi in atti ingiustificabili, senza farsi sovrastare dalla straordinaria importanza culturale del maniero”, aggiunge, invitando i rappresentanti regionali a sostenere il finanziamento del procedimento di acquisizione pubblica.

Infine, aggiunge “Il Castello non è solo un bene del Comune di Oria, ma un bene di grande interesse culturale per l’Italia. Come cittadino italiano e pugliese – conclude Amati – farò di tutto, usando ogni forma legale, per evitare che l’opacità venga contrabbandata per grandezza e che accada ciò che non deve accadere”.

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