L’Istituto professionale De Marco nelle parole dei suoi studenti: «Spieghiamo cos’è per davvero questa scuola, luogo unico in cui crescere»

Di seguito uno scritto da parte di studentesse e studenti dell’Istituto professionale “De Marco” di Francavilla Fontana, da qualche anno accorpato al Classico “Vincenzo Lilla”:

C’è un modo silenzioso per capire se un luogo è vivo. Non sono solo le luci accese o le porte aperte. Sono i passi che entrano, le voci che s’intrecciano, le sedie che si riempiono, le mani che sfogliano libri, gli applausi che risuonano tra le mura

Ci sono scuole che si raccontano con le statistiche e scuole che si raccontano con le persone. La nostra appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Noi ragazzi dell’Istituto Professionale De Marco, di Francavilla F.na, siamo lieti di aprire le porte alla comunità per mostrare i nostri nuovi spazi: ambienti rinnovati, ripensati e arricchiti grazie a un’importante operazione di restyling che ha coinvolto tutti gli studenti.

Non si è trattato di cambiare pareti o arredi, ma di rendere la scuola più accogliente, più viva, più nostra. Sulle pareti non trovano spazio soltanto progetti grafici e pittorici recenti, ma anche materiali d’archivio: una scelta precisa, voluta, per raccontare la continuità dell’operosità di questa scuola nel tempo. Un istituto che negli anni è stato spesso presente sul territorio e invitato a promuovere eventi di grande valore culturale e civile: l’omaggio al Museo Salce di Treviso, le celebrazioni per i 100 anni dell’Aeronautica, la promozione del territorio attraverso opere pittoriche, le produzioni dedicate alla Shoah, fino agli eventi e ai flash mob contro la violenza di genere.

Questa scuola non è solo un luogo di passaggio: è un luogo che lascia tracce. Qui sono nati sogni, progetti, percorsi di vita che oggi continuano altrove, ma che qui hanno trovato terreno fertile. Guardando indietro emergono storie che parlano da sole: c’è chi oggi ha uno studio fotografico tutto suo, chi ha scelto studi artistici, dopo il diploma, come l’accademia delle belle arti o scienze della comunicazione, chi è diventato uno dei grafici più apprezzati del territorio, chi si è laureata in giurisprudenza, chi lavora come steward sugli aerei, chi ha conseguito una laurea in economia alla Sapienza di Roma, chi oggi vive a Cambridge e fa il docente di inglese dopo una laurea in lingue, chi ha intrapreso un percorso politico nel proprio paese, chi ha appena firmato un contratto a tempo indeterminato come OSS, condividendo la notizia con orgoglio con i suoi ex docenti, e chi, pur lavorando stabilmente, continua a coltivare la passione per la grafica e la fotografia.

Com’è possibile conoscere così tante storie, anche di studenti che hanno frequentato questa scuola anni fa? La risposta è semplice, perché questa è davvero una grande famiglia. Qui si entra con il sorriso, le giornate sono intense e piene. È vero, a volte prendiamo qualche nota o insufficienze, ma nessuno viene lasciato indietro.

I docenti spronano, sostengono, chiedono il meglio da ciascuno, credendoci anche quando noi facciamo fatica a farlo. L’affetto resta immutato e i rapporti tra docenti e studenti spesso resistono anche al tempo che passa e al distacco. E poi ci sono le storie che non finiscono con un diploma… amori nati tra questi corridoi che durano ancora oggi, legami tenaci che sfidano il tempo.

A ispirare questo articolo sono stati tre studenti di quinta – Mattia Martella, Giovanni Pio Pungente e Giovanni Dinitto – che, spinti dalla loro iniziativa personale, hanno realizzato un video riassuntivo della scuola. Una scelta apparentemente semplice, ma carica di significato. Alla domanda dei docenti sul perché di un sottofondo musicale così rilassante, la loro risposta è stata chiara, volevano trasmettere il clima di serenità che si respira in questo istituto e la gioia con cui ogni mattina affrontano il percorso scolastico.


Tutti e tre provengono da precedenti esperienze scolastiche difficili, in cui non si sentivano a proprio agio. Oggi sono tre studenti promettenti. Questo articolo nasce da qui, da passi silenziosi ma costanti, da mani che lavorano, da voci che costruiscono. Concludiamo questo pezzo aggiungendo che le cose belle non se lo meritano uno sguardo distratto.

Il corpo studentesco dell’Istituto Professionale De Marco

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