Vecchio verbale per aver trasgredito le regole del lockdown facendo sport all’aperto: cittadino impugna tutto, Comune si difende

L’eco dei tempi del lockdown e delle restrizioni sanitarie risuona ancora nelle aule di giustizia, a distanza di quasi cinque anni dai fatti contestati. A Francavilla Fontana un vecchio verbale, elevato dalla polizia locale nel pieno della pandemia, è diventato oggetto di un contenzioso che vedrà il Comune difendersi davanti al giudice di pace di Brindisi. Un cittadino, a suo tempo multato per aver violato le disposizioni del governo in materia di pratica dello sport, ha infatti contestato un’ingiunzione di pagamento di qualche centinaio di euro notificatagli dalla Prefettura di Brindisi.

Tutto ha origine il 19 marzo 2021, una data che riporta alla memoria il periodo delle zone colorate e dei divieti di spostamento. Quel giorno, gli agenti della polizia locale francavillese erano impegnati soprattutto nei controlli per il rispetto delle misure di contenimento del contagio da Covid-19. Nel corso dei loro servizi di ronda s’imbatterono in un cittadino reo di non essersene stato in casa o – tutt’al più davanti casa – per fare moto.

Quanto, cioè, disponeva l’articolo 17 del Decreto del presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte. La sanzione amministrativa prevista ammontava a 413,28 euro.
La questione sembrava sopita fino al mese di giugno dello scorso anno, quando la Prefettura di Brindisi ha notificato al cittadino un’ordinanza d’ingiunzione di pagamento relativa a quel vecchio verbale. Il destinatario del provvedimento non si è però rassegnato a pagare e per il tramite del proprio legale di fiducia, nel settembre dello stesso anno, ha depositato un ricorso presso la cancelleria del giudice di pace, chiedendo l’annullamento dell’ingiunzione e di tutti gli atti conseguenti, citando in giudizio sia la Prefettura che il Comune di Francavilla Fontana.

Secondo lui, quei soldi non sono e non erano dovuti, anche perché ormai quel periodo di emergenza è più che alle spalle al pari di quelle regole particolarmente restrittive delle libertà personale, da lui peraltro mai condivise, imposte con l’insolito strumento del Dpcm. L’udienza è stata fissata per il prossimo 11 marzo 2026.

Per tutelare le ragioni dell’amministrazione e la legittimità dell’operato dei propri agenti, il Comune ha deciso di non demordere e di reclamare quell’importo anche in nome e per conto della Prefettura (che l’ha delegato a tale scopo). Facendo seguito a una delibera di indirizzo della giunta comunale approvata di recente, il comando di polizia locale ha disposto la costituzione in giudizio dell’Ente.

La difesa non graverà sulle casse pubbliche con incarichi esterni, poiché sarà affidata direttamente ai funzionari interni del Comando: a rappresentare il Comune in aula saranno le stesse ufficiali della Municipale Patrizia Bianco e la comandante Valeria Sabatelli, chiamate a difendere la validità di quella sanzione elevata durante l’emergenza sanitaria.

Non sono mancati in questi anni casi di annullamento di quei vecchi verbali, ma l’impostazione dell’ente è quella di non rinunciare a quell’incasso anche per una questione di principio: il rispetto nei confronti di quanti quelle sanzioni le hanno pagate e, a maggior ragione, di chi quelle violazioni non le ha commesse.

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