Violenza sessuale ai danni della segretaria, imprenditore condannato in primo grado

Un imprenditore della zona industriale di Francavilla Fontana è stato condannato in primo grado a due anni e quattro mesi di reclusione con l’accusa di violenza sessuale nei confronti della sua segretaria. La sentenza, emessa dalla giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Brindisi Vilma Gilli a seguito di rito abbreviato, ha visto l’applicazione delle attenuanti generiche come prevalenti rispetto all’aggravante dell’abuso di autorità.

La vicenda, ricostruita attraverso le indagini del pubblico ministero Pierpaolo Montinaro e dei carabinieri, racconta di quasi un anno di molestie iniziate con un atteggiamento eccessivamente confidenziale e degenerate in attenzioni morbose. La vittima ha presentato una denuncia-querela documentata da file audio, trascrizioni di messaggi WhatsApp e fotografie, materiali che hanno costituito l’impianto probatorio del processo.

Secondo quanto emerso, l’imputato rivolgeva alla dipendente appellativi confidenziali e molesti. Gli approcci verbali si sono presto trasformati in contatti fisici non graditi: la donna sarebbe stata afferrata dai fianchi in più occasioni, mentre il titolare le dichiarava di essersi innamorato di lei e di restare con la moglie solo per il bene dei figli.

L’ossessione dell’uomo non si sarebbe fermata neppure davanti alla gravidanza della segretaria. Al contrario, tra l’ottobre 2023 e il maggio successivo, l’imprenditore avrebbe utilizzato il pretesto di voler sentire i movimenti del bambino per palpeggiare il ventre della donna. In un episodio specifico, nonostante la vittima avesse allontanato con forza la mano dell’uomo, questi avrebbe reiterato il gesto arrivando a toccarle le gambe.

L’insostenibilità della situazione ha costretto la donna a rassegnare le dimissioni nel maggio scorso, rinunciando a un contratto a tempo indeterminato e allo stipendio necessario per pagare le rate del mutuo. Costituitasi parte civile con l’avvocato Euprepio Curto, la vittima ha ottenuto una provvisionale di 5.000 euro, mentre la quantificazione definitiva del danno sarà stabilita in sede civile.

La difesa dell’imputato, curata dall’avvocato Domenico Palombella, attende il deposito delle motivazioni della sentenza, previsto entro tre mesi, per valutare il ricorso in appello.

L’imputato è da considerarsi non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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