L’inchiesta sull’assalto paramilitare ai portavalori della ditta “Battistolli”, avvenuto lo scorso 9 febbraio sulla statale 613 nei pressi di Tuturano, registra nuovi sviluppi. Le indagini si arricchiscono di tasselli grazie al ritrovamento dei mezzi utilizzati dal commando per la fuga e per la messa in scena dell’attacco.
Nella serata di ieri, in una zona isolata nelle campagne di Guagnano, al confine con San Pancrazio Salentino, sono state rinvenute le carcasse carbonizzate di due vetture: un’Alfa Romeo Stelvio grigio scuro e una Kia Sportege bianca. La scoperta è avvenuta a seguito della segnalazione di un agricoltore, che ha notato le carcasse nei pressi di una masseria abbandonata. Di particolare rilievo è il ruolo della Stelvio, che durante le fasi concitate del colpo era stata dotata di un lampeggiante simile a quelli in uso alla polizia; un espediente studiato per simulare un posto di blocco, disorientare le guardie giurate e facilitare l’abbordaggio dei blindati che trasportavano circa 6 milioni di euro.
Questi ritrovamenti si sommano alle due Jeep Compass già sequestrate dagli inquirenti. La prima era stata abbandonata vicino al cimitero di San Pietro Vernotico, in una posizione strategica rispetto alla statale 613. La seconda è quella utilizzata dai due foggiani già arrestati, Giuseppe Iannelli (38 anni) e Giuseppe Russo (61 anni), catturati dopo un inseguimento nelle campagne di Squinzano.
Il passaggio del fascicolo d’indagine dal pm Alessandro Prontera alla pm Carmen Ruggiero della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Lecce conferma la gravità dell’ipotesi investigativa: l’aggravante mafiosa e una presunta partnership tra consorterie daune e salentine. Gli inquirenti sono convinti che un gruppo criminale proveniente dal foggiano non avrebbe potuto agire in un territorio sotto l’influenza della Sacra corona unita senza una collaborazione logistica o un esplicito beneplacito dei clan locali. L’obiettivo della magistratura è ora quello di fare piena luce su questa possibile alleanza criminale tra le mafie del nord e del sud della Puglia.