Svolta procedurale nell’udienza di oggi, martedì 24 febbraio 2026, nell’aula “Metrangolo” del Tribunale di Brindisi, per il processo relativo all’omicidio del brigadiere capo (promosso maresciallo post mortem) Carlo Legrottaglie. Accusa e difesa hanno raggiunto un accordo fondamentale per snellire l’iter processuale: buona parte degli atti d’indagine confluirà direttamente nel fascicolo del dibattimento, accelerando così i tempi della giustizia.
La Corte d’Assise, presieduta dal giudice Maurizio Saso (con a latere Ambrogio Colombo), ha recepito l’intesa, riservandosi comunque la facoltà di richiedere ulteriori approfondimenti o l’ascolto di testimoni qualora lo ritenesse necessario per fare piena luce sui fatti.
L’imputato e le accuse
In aula era presente l’unico imputato, il 58enne Camillo Giannattasio, originario di San Giorgio Jonico e residente a Carosino, attualmente detenuto nel carcere di Taranto. Giannattasio, difeso dall’avvocato Luigi Danucci, deve rispondere in via principale di concorso in omicidio pluriaggravato. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, pur non essendo stato lui a sparare materialmente i colpi che uccisero Legrottaglie il 12 giugno 2025 nelle campagne di Francavilla Fontana, avrebbe avuto un ruolo decisivo nell’istigare la violenta reazione di Michele Mastropietro, poi deceduto in un conflitto a fuoco.
Le parti civili
L’udienza ha visto la partecipazione delle numerose parti civili costituite. Oltre alla pm Livia Orlando, erano presenti Eugenia Pastore, vedova del carabiniere ucciso (assistita dall’avvocato Stefano Andriola), e il brigadiere Costanzo Giuseppe Garibaldi (rappresentato dall’avvocato Donato Manelli), il collega che si trovava con Legrottaglie al momento dell’agguato. Presenti anche le rappresentanze legali per le figlie della vittima e per l’Avvocatura dello Stato, che tutela i Ministeri dell’Interno e della Difesa.
Il nodo dei dati forensi e le prossime tappe
Resta ancora aperta la questione relativa ai dati estratti dai cellulari sequestrati. Si attende infatti il via libera da Taranto per la trasmissione delle copie forensi, attualmente al centro di un’indagine parallela condotta nel capoluogo ionico. Sarà compito della Corte valutare se tali elementi siano utilizzabili e rilevanti per il processo brindisino.
Il presidente Saso ha aggiornato l’udienza al prossimo 24 marzo, data in cui il dibattimento entrerà nel vivo con l’ascolto dei primi testimoni citati dal pubblico ministero.