“Giustizia per il gattino randagio”: l’appello degli attivisti alle istituzioni di Francavilla

Un gravissimo episodio di crudeltà contro gli animali ha turbato la comunità di Francavilla Fontana, dove nei giorni scorsi un gattino randagio di pochi mesi è stato brutalmente ucciso nella zona industriale della città. L’animale, che veniva regolarmente accudito e nutrito da un lavoratore del posto, è stato ammazzato con un bastone chiodato. L’accaduto ha suscitato sdegno e condanna da parte dell’assessora al benessere animale Maria Giovanna Lupo, che ha definito l’atto di una gravità inaudita.

Così, gli attivisti del gruppo “Progetto Vegan” hanno deciso d’indirizzare una segnalazione al sindaco, alle forze dell’ordine (polizia locale compresa) e al servizio veterinario della Asl. Nella nota, i volontari esprimono forte preoccupazione per l’assenza di comunicazioni ufficiali circa l’andamento delle indagini e sollecitano le autorità a fornire rassicurazioni circa il loro interessamento alla questione giacché maltrattamenti e uccisioni di animali costituiscono reato.

Nella comunicazione vi sono richieste più esplicite circa eventuali atti d’indagine che, in questa fase, sono di per se stessi riservati.
L’appello degli attivisti va oltre la richiesta di giustizia per il singolo animale, toccando temi di sicurezza collettiva e legalità. Nella segnalazione viene infatti sottolineato come simili episodi rappresentino un allarmante indicatore di pericolosità sociale. Citando studi criminologici, l’associazione evidenzia la stretta correlazione esistente tra il maltrattamento animale e la violenza contro le persone, ricordando inoltre che la zona industriale di Francavilla Fontana è stata già teatro di episodi critici in passato.

Secondo i firmatari della nota – inviata massivamente ai destinatari da diversi indirizzi mail – è fondamentale che le istituzioni rispondano con fermezza per interrompere questa spirale di violenza prima che possa radicarsi ulteriormente nel tessuto sociale. La richiesta finale alle autorità locali è quella di agire con la massima trasparenza, dimostrando che l’ordinamento giuridico è in grado di operare e punire chi si macchia di simili crimini.

Il Comune, in qualità di autorità sanitaria e responsabile della vigilanza sul territorio, è chiamato a esercitare i propri poteri di coordinamento per individuare il responsabile e per predisporre misure di controllo idonee a prevenire futuri orrori. La comunità di Francavilla Fontana – è l’auspicio espresso, tra gli altri, nella nota – resta ora in attesa di un riscontro concreto che possa riaffermare il valore della legalità e della tutela di ogni essere vivente.

La crudeltà umana nei confronti di povere bestie indifese è finita di recente al centro di un’inchiesta della Procura di Brindisi, che ha notificato un avviso di conclusione indagini – condotte dalla Squadra Mobile – a un medico 50enne per aver ucciso tre gatti e aver tentato di farne fuori altri tre, facenti parte a quanto pare di colonie feline seguite nel capoluogo da volontari e volontarie animaliste che a suo tempo sporsero denuncia.

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