La giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi Gianna Martino ha disposto la scarcerazione di un uomo di 48 anni residente a Francavilla Fontana, accusato di maltrattamenti in famiglia ed estorsione aggravata ai danni della madre 78enne.
La decisione giunge a seguito di un’istanza per cessate esigenze presentato dall’avvocato difensore Angelo Di Mitri, che è riuscito a ottenere la revoca della custodia cautelare in carcere precedentemente emessa dal giudice per le indagini preliminari Simone Orazio. L’uomo era stato arrestato lo scorso settembre dopo che la genitrice, ormai esasperata da un clima di costante violenza e prevaricazione, aveva trovato il coraggio di denunciarlo alle autorità.
L’impianto accusatorio descriveva una situazione familiare drammatica che si protraeva almeno dal marzo del 2020, periodo durante il quale il figlio avrebbe imposto alla donna un vero e proprio regime di terrore. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le vessazioni erano strettamente legate alla dipendenza dal gioco d’azzardo dell’indagato, il quale pretendeva continuamente somme di denaro per coprire i propri debiti.

Le condotte contestate includono non solo minacce e offese verbali, ma anche gravi danneggiamenti all’interno dell’abitazione, con mobili distrutti, porte divelte e persino un episodio in cui l’uomo avrebbe intenzionalmente aperto i rubinetti del gas, rendendo necessario l’intervento d’urgenza dei vigili del fuoco per evitare una tragedia.
La vittima viveva in uno stato di tale ansia da essere stata costretta a installare una seconda serratura alla porta della propria camera da letto per potersi sentire al sicuro almeno durante le ore notturne. Oltre alla violenza fisica e verbale, il 48enne avrebbe messo in atto una sottile pressione psicologica, arrivando a filmare la madre con il telefono nel tentativo di screditarla e farla apparire mentalmente instabile.
Dal punto di vista economico, il danno patrimoniale sarebbe stato ingente: la donna era stata costretta a consegnare circa 38mila euro derivanti dalla vendita di un immobile e a sottoscrivere vari contratti di finanziamento per l’acquisto di beni di lusso, come auto e strumenti musicali, che venivano poi immediatamente rivenduti dal figlio per alimentare il vizio del gioco.
Nonostante la gravità degli indizi iniziali e i precedenti specifici dell’indagato per reati della stessa natura, la strategia difensiva dell’avvocato Di Mitri ha convinto la giudice titolare del fascicolo a modificare la misura restrittiva, restituendo la libertà all’uomo – presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna a suo carico – in attesa che il procedimento penale faccia il suo corso.