Incendio auto del sindaco, chiuse indagini: 26enne ora rischia processo

Si sono concluse ufficialmente le indagini preliminari relative all’attentato incendiario che nel settembre scorso ha colpito il sindaco di Oria, Cosimo Ferretti. Il pubblico ministero della Procura della Repubblica di Brindisi, Mauron Gallone, ha emesso l’avviso di conclusione nei confronti di P.M., 26enne di Oria, difeso dall’avvocato Raffaele Pesce. L’indagato è accusato del reato di danneggiamento seguito da incendio per aver appiccato il fuoco all’autovettura del primo cittadino, una Volkswagen Tiguan di colore bianco, causandone la completa distruzione.

L’episodio risale alla notte del 22 settembre 2025, quando il mezzo era parcheggiato come di consueto nei pressi dell’abitazione di Ferretti, in via San Pio da Pietrelcina. L’identificazione del presunto responsabile fu resa possibile da un’articolata e rapida attività investigativa condotta dai carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana e della stazione di Oria.

Tra gli elementi determinanti per la risoluzione del caso ci sarebbero stati l’analisi meticolosa delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e i successivi riscontri emersi durante una perquisizione domiciliare a carico del giovane, quando a casa sua i militari – al comando del maresciallo capo Angelo Libardi – avrebbero rinvenuto indumenti ritenuti compatibili con quelli indossati dall’autore del gesto al momento del rogo.

Nonostante la chiusura di questa fase d’indagine, restano ancora da chiarire pienamente le motivazioni che avrebbero spinto il 26enne ad agire, così come l’eventuale coinvolgimento di complici o mandanti. Al momento M. risulta indagato a piede libero e la sua responsabilità penale dovrà come sempre essere accertata nel corso del prosieguo del procedimento, nel pieno rispetto della presunzione di non colpevolezza valvole fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

La vicenda dell’incendio destò forte preoccupazione nella comunità oritana, anche alla luce di un precedente episodio avvenuto nel marzo dello stesso anno, quando proprio alle spalle di palazzo di città furono date alle fiamme due vetture della polizia locale parcheggiate nei pressi del municipio; tuttavia, allo stato attuale, gli inquirenti non hanno ravvisato collegamenti diretti tra i due atti intimidatori. Né, soprattutto, risultano persone indagate per quell’altro e – se possibile – ancor più plateale gesto compiuto quasi a sfidare le istituzioni democratiche pere ragioni a tutt’oggi oscure.

Tornando all’incendio dell’auto del sindaco, l’avviso notificato nei giorni scorsi dalla Procura permette ora all’indagato e al suo difensore di prendere visione della documentazione depositata e di presentare memorie o richiedere nuovi atti d’indagine prima dell’eventuale richiesta di rinvio a giudizio o, non è da escludersi, della citazione diretta da parte dello stesso magistrato inquirente. Il sindaco Cosimo Ferretti, individuato come persona offesa nel procedimento, ha a sua volta facoltà di nominare un difensore e accedere ai programmi di giustizia riparativa previsti dalla normativa vigente.

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