Sen. Curto: «Ufficio del Giudice di Pace ormai desertificato, bisogna potenziarlo per salvarlo da una futura soppressione»

 “Abbandono per un attimo la toga, per indossare la veste che ho rivestito per decenni, con il dichiarato obiettivo di lanciare con la maggiore forza possibile un grido d’allarme sulla gravissima situazione in cui versa l’Ufficio del Giudice di Pace di Brindisi, e sul sostanziale disinteresse che grava come un macigno sul suo futuro”. 

A dichiararlo con particolare veemenza è l’Avv. Euprepio Curto – già Senatore per più Legislature – attualmente Consulente esterno della Commissione Parlamentare Antimafia. 

“E’ assolutamente intollerabile – ha dichiarato l’ex parlamentare – registrare il silenzio assordante sul tema in un momento in cui l’avvicinarsi della consultazione referendaria dovrebbe costituire l’occasione per ampliare il perimetro del dibattito in corso, sino a giungere all’analisi e alla verifica circa l’effettivo funzionamento della macchina della giustizia in un particolarissimo settore della giustizia medesima, quale è quello dell’Ufficio del Giudice di Pace, giustamente definito “presidio di legalità”. 

Né, ad offrire una qualsiasi suggestione consolatoria, può essere il fatto che la situazione brindisina non è dissimile da quella che caratterizza in un contesto non locale, ma nazionale, altri uffici del Giudice di Pace. 

Sta di fatto che a Taranto, e in provincia di Taranto, forse a causa di una maggiore sensibilità complessiva al tema, l’Ufficio del Giudice di Pace è stato notevolmente rafforzato, sicché può ben dirsi che oggi è in condizioni strutturali tali da poter bene operare. 

L’esatto contrario di quanto avviene a Brindisi, dove non di rado il numero dei vigilantes presenti all’ingresso è superiore al numero di Giudici ivi operanti. 

Un problema, quindi, che investe, oltre ai giudici, anche le stesse cancellerie, sopraffatte da una molteplicità di adempimenti cui non è sufficiente il noto senso di responsabilità e di abnegazione dei singoli perché possa acclararsi la loro efficienza. 

Non so dire se gli allarmi sino ad ora molto autorevolmente lanciati necessitino o meno di una ulteriore intensificazione. Ma un dato è certo! Sarebbe per davvero inverosimile continuare a registrare su un tema di così ampio rilievo un imbarazzato e imbarazzante silenzio. 

Ebbene, Brindisi nel non lontano passato ha dovuto subire la perdita di alcuni prestigiosi presidi: nel 2009 la sede della Banca d’Italia, all’epoca unica in Puglia. Quindi, a seguito della riforma del 2016, la sede autonoma dell’Autorità Portuale, attualmente gestita dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, con sede – guarda caso – a Bari. Infine, dal 2024 è stata la volta della Camera di Commercio, anch’essa non più Ente Autonomo, in quanto accorpata alla Camera di Commercio Brindisi-Taranto, ma con sede legale a Taranto. 

Sicché, qualora dietro la sostanziale desertificazione dell’Ufficio del Giudice di Pace di Brindisi, dovesse celarsi una cinica pianificazione della sua soppressione, sarebbe quanto mai opportuno da un lato ferocemente opporsi, dall’altro, individuare le relative responsabilità. 

Anche perché, il subire una ulteriore onta costituirebbe l’ennesimo passo verso una definitiva marginalizzazione dell’intera provincia, ancor più intollerabile in termini di prestigio e di autorevolezza del territorio. 

Resta aggiornato

Iscriviti alle nostre newsletter

WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com