Legambiente su pini nei pressi dello stadio di Francavilla: «Intervento devastante». E scrive a sindaco e assessore

«Un intervento devastante». Così viene descritto dal Circolo “Piaroa” Legambiente Oria-Francavilla Fontana il recente intervento sui pini nei pressi dello stadio della Città degli Imperiali, interessato da lavori di ammodernamento in vista dei sempre più prossimi Giochi del Mediterraneo Taranto 2026. Nella sua nota indirizzata al sindaco Antonello Denuzzo e all’assessore alle Politiche Ambientali Vanni Calò, la presidente di Legambiente, Antonella Palazzo, non ha esitato a esprimere “profondo dissenso e forte indignazione”.

«Ci si chiede – scrive Palazzo nella sua richiesta di chiarimenti – se siano state esplorate tutte le possibili alternative prima di arrivare a un intervento così drastico su piante di grandi dimensioni, in ottimo stato di vegetazione, che rappresentavano una importante risorsa pubblica per la collettività e che avrebbero richiesto la massima protezione».

Un modus operandi che, sempre a dire di Legambiente, stride con una doverosa tendenza ambientalista: «Mentre il Circolo Piaroa si impegna a piantare gli alberi nella città di Francavilla Fontana – sostiene ancora l’associazione – aumentano gli abbattimenti delle piante esistenti. Questo avviene proprio in un periodo in cui ormai è evidente che gli alberi rappresentano la migliore e la più semplice difesa contro la crisi climatica, che colpisce il nostro territorio in un modo sempre più pesante».

Sulla stessa lunghezza d’onda Emanuele Modugno, consigliere comunale e segretario in carica di Rifondazione comunista, nonché fiorista di professione, il quale a sua volta ha definito l’operazione come il “simbolo di un progresso che non sa guardare al futuro. Nessun problema circa i lavori in corso che consentiranno di posare in opera la nuova copertura della gradinata con il conseguente miglioramento dell’impianto sportivo.

Tuttavia, secondo l’esponente politico, l’abbattimento degli alberi rappresenta il prezzo ingiusto da pagare per la realizzazione della nuova struttura, evidenziando come ancora una volta la soluzione ritenuta più semplice sulla carta si sia rivelata la più penalizzante per l’ambiente. Modugno solleva dubbi profondi sulla reale volontà di perseguire i principi della sostenibilità e della rigenerazione urbana, sottolineando che in un’epoca in cui si discute costantemente di questi temi sia inaccettabile che nel 2026 non si sia stati capaci di individuare un piano “B” progettuale in grado di salvare i pini.

Il quesito posto dal segretario di Rifondazione riguarda la possibilità tecnica di integrare il verde esistente nella nuova architettura dello stadio, chiedendosi se fosse davvero impossibile armonizzare le piante con il campo sportivo o se sia stato semplicemente più comodo accendere le motoseghe per sbrigare la pratica in modo rapido. La questione riapre il dibattito cittadino sul delicato equilibrio tra lo sviluppo delle infrastrutture pubbliche e la tutela del verde, mettendo in discussione la capacità della pianificazione urbana di proteggere l’identità ecologica del territorio di fronte alle esigenze dei nuovi cantieri.

Resta aggiornato

Iscriviti alle nostre newsletter

WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com