Un colpo studiato a quanto pare nei minimi dettagli ha fruttato un bottino di circa 40mila euro a una banda di ladri che, l’altro ieri sera (martedì 3 marzo), ha svaligiato un’abitazione rurale in contrada Preti, nelle campagne di Oria. I malviventi hanno approfittato della momentanea assenza dei proprietari per introdursi nella villetta isolata e portare via una cassaforte contenente un’ingente somma in contanti e diverse armi regolarmente detenute.
L’irruzione sarebbe avvenuta intorno alle 21.30. I ladri, agendo rapidamente, sono riusciti a prelevare la cassaforte. Tuttavia, il loro interesse era chiaramente rivolto in via esclusiva al denaro liquido, insolitamente custodito in casa anziché in un istituto di credito.
Poco dopo il colpo, infatti, contattati dalle vittime, gli investigatori hanno rinvenuto la cassaforte forzata e la maggior parte delle armi – regolarmente detenute dal titolare – abbandonate nell’agro circostante. All’appello mancano soltanto un fucile e una pistola che, sebbene gli inquirenti ipotizzino siano state anch’esse scartate e gettate via durante la fuga (e dunque non destinate a compiere altri crimini violenti), rappresentano un potenziale pericolo per la sicurezza pubblica qualora venissero trovate da malintenzionati.
A seguito della denuncia sporta dal padrone di casa, sul posto sono intervenuti tempestivamente i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Francavilla Fontana. Attualmente, il fascicolo delle indagini è passato nelle mani dei colleghi della Stazione di Oria, sotto il comando del maresciallo capo Angelo Libardi. Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, non si tratterebbe di un furto casuale. Diversi elementi fanno propendere per l’azione di una banda ben informata.
Vi sarebbero diversi elementi a supporto di questa ipotesi, e cioè: la conoscenza del bottino, giacché il ladri sapevano presumibilmente della presenza di decine di migliaia di euro in contanti all’interno dell’abitazione; il tempismo perfetto, giacché i ladri hanno agito a colpo sicuro, approfittando del momento esatto in cui la casa isolata era momentaneamente sguarnita dai proprietari; il disinteresse per le armi, il cui abbandono immediato conferma come l’obiettivo primario della spedizione criminale fossero soldi e preziosi.
Le forze dell’ordine sono ora impegnate su due fronti: da un lato, cercare di risalire all’identità dei responsabili dell’irruzione; dall’altro, perlustrare la zona per recuperare le armi mancanti. Se quelle armi mancanti all’appello ma – si ripete – legalmente detenute dal titolare e regolarmente custodite, finissero nelle mani sbagliate, questo fatto potrebbe costituire un problema e dare la stura a ulteriori reati.
Per stringere il cerchio attorno alla banda, gli investigatori si stanno avvalendo anche del supporto delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, sperando di individuare veicoli o movimenti sospetti compatibili con l’orario del furto.
Per ora vi sono poche certezze e tante ipotesi: di sicuro, per esempio, non ha agito una sola persona ma quantomeno un paio, forse anche dalle tre in su perché per una sola persona (ma anche un paio di persone) sarebbe stato difficile se non impossibile caricarsi una cassaforte così pesante di suo. Di sicuro, inoltre, non si è trattato dell’azione di rapinatori o criminali violenti ma più che altro di topi d’appartamento, perché altrimenti l’azione sarebbe non stata compiuta in assenza degli occupanti l’abitazione e – soprattutto – le armi rivenute non sarebbero state abbandonate poiché avrebbero potuto far comodo. Da questa serie di elementi, insomma, si sviluppano le indagini. Intanto, un altro dato oggettivo è che 40mila euro di risparmi familiari si sono volatilizzati.