I carabinieri della stazione di Oria e della compagnia di Francavilla Fontana cercano con una certa fretta un fucile e una pistola prima che possano finire in mani sbagliate. Sono una parte delle armi lasciate per strada dai ladri che nella serata di martedì scorso hanno svaligiato un’abitazione tra le campagne di Oria portandosi via una cassaforte e qualche decina di migliaia di euro in contanti, oltre a diverse armi, la maggior parte delle quali già ritrovate.
Erano le 21.30 circa quando una banda di malviventi, agendo con una precisione che lascia poco spazio al caso, ha fatto irruzione in una villetta isolata approfittando della momentanea assenza del proprietario. La vittima di questo colpo è un pensionato di 76 anni, di Oria, che in quella residenza rurale custodiva i risparmi di una vita intera.
Circa 40mila euro in banconote: una somma ingente che l’uomo, per una diffidenza probabilmente legata a vecchie abitudini o a una personale ricerca di sicurezza, preferiva tenere in casa all’interno di una cassaforte piuttosto che depositarla in banca.
Insieme al denaro, nel forziere erano custodite anche delle armi che l’anziano deteneva regolarmente, un dettaglio che ha immediatamente trasformato un furto di alto valore economico in una potenzialmente delicata questione di ordine pubblico. I ladri hanno agito con una rapidità sorprendente, riuscendo a scardinare e prelevare l’intera cassaforte per poi dileguarsi nell’oscurità delle zone rurali circostanti. La fuga non è però durata molto senza che i segni del passaggio della banda venissero individuati.
Poco dopo l’allarme, infatti, i carabinieri hanno ritrovato il forziere forzato e svuotato in contrada Preti, a breve distanza dal luogo del delitto. Tra la vegetazione e i terreni agricoli, i militari hanno recuperato cinque fucili da caccia, di cui i ladri si sono liberati subito dopo aver aperto la cassaforte.
Questo dettaglio conferma l’ipotesi investigativa secondo cui l’unico vero obiettivo dell’incursione fosse il denaro contante e che la banda non avesse alcun interesse a trattenere armi che avrebbero potuto complicare la loro posizione o essere ricondotte facilmente al colpo appena messo a segno. Tuttavia, l’inventario delle armi sottratte non è ancora completo e questo rappresenta il punto più critico dell’intera vicenda.
All’appello mancano ancora un fucile da caccia e una pistola, che i carabinieri della stazione di Oria e della compagnia di Francavilla Fontana stanno cercando con urgenza battendo palmo a palmo l’agro circostante quello in cui è stata rinvenuta la cassaforte. Il timore principale degli inquirenti è legato al rischio sociale e criminale che si configurerebbe se queste armi finissero in possesso di gente spregiudicata, potendo diventare strumenti letali in contesti di criminalità violenta.
Le indagini, inizialmente condotte dal nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Francavilla Fontana e ora passate nelle mani della stazione di Oria sotto il comando del maresciallo capo Angelo Libardi, si muovono su piste intuitive. Tutto lascia pensare che i ladri fossero a conoscenza della presenza del denaro e delle abitudini della vittima, avendo agito a colpo sicuro nel momento esatto in cui la casa era sguarnita.
La scelta dell’obiettivo, una villetta in una zona così isolata, suggerisce una pianificazione accurata basata probabilmente su informazioni di prima mano o trapelate da qualcuno che conosceva l’esistenza di quel tesoro in contanti. Mentre la caccia ai responsabili prosegue senza sosta, i militari stanno analizzando minuziosamente i filmati delle telecamere di sorveglianza pubbliche e private presenti lungo la direttrice Oria-Manduria e nelle zone limitrofe, sperando di individuare elementi utili a identificare il veicolo utilizzato per la fuga.
Di sicuro si è in presenza di un anziano derubato della propria serenità e dei frutti di decenni di lavoro, in un episodio che rimarca ancora una volta la vulnerabilità delle residenze isolate e la pericolosità della detenzione di grosse somme di denaro fuori dai circuiti protetti.