di Giuseppe Pappadà
[Foto: Emanuele Rametta]
Quanto manca nel bilancio del Comune di Francavilla Fontana?
L’aumento è stato approvato senza nemmeno aver provato quantificare il danno che hanno subito le casse comunali?
Di certo, da oggi costruire o modificare una casa costerà di più.
L’Amministrazione Denuzzo ha proposto ed ottenuto dal Consiglio comunale l’aumento del 21,90% degli oneri che deve sostenere chi costruisce e/o modifica immobili di proprietà in Francavilla Fontana. (cfr. https://cdn.consiglicloud.it/attachment/QzVBczJlanE0NG89/Tkc4bU0rRk4xRmc9/P20260034C.PDF).
Un aumento già operativo per l’anno 2026.
Indietro non si torna.
Il Consiglio comunale era stato convocato per il 27 febbraio perché quella era la data ultima per l’approvazione del Bilancio di previsione 2026-2028.
La mancata approvazione avrebbe comportato il rischio del commissariamento e del “tutti a casa”. Facile quindi non aspettarsi sorprese: il Bilancio di previsione sarebbe stato approvato per non correre il rischio di una fine mandato anticipata.
C’è stata però una prima sorpresa.
Questa, appunto, dell’aumento del 21,90% di oneri e contributi.
Un aumento “giustificato” dal fatto che, per dieci anni, le Amministrazioni che si sono succedute a Castello Imperiali non hanno mai rispettato l’obbligo di legge che impone la revisione annuale di questi oneri e contributi. L’ultimo intervento è datato gennaio 2016.
Il consigliere Nicola Lonoce, padre putativo di PUG e non solo, ha definito questo aumento il risultato di un “inadempimento periodico” delle Amministrazioni che si sono succedute.
Ma Il mancato rispetto di un obbligo di legge può essere “giustificato”?
Questo ritardo decennale ha inevitabilmente avvantaggiato qualcuno.
È come se ci fosse stato qualcuno che negli ultimi dieci anni ha pagato la benzina a 1,30 euro com’era nel 2016. Bel colpo, non ci sono rischi di retroattività.
Questo ritardo decennale ha però, altrettanto inevitabilmente, danneggiato qualcun altro.
I danneggiati sono i cittadini francavillesi: quegli oneri e quei contributi sarebbero finiti nelle disponibilità del bilancio e sarebbero quindi stati utilizzati per opere che invece non si sono realizzate.
Il Bilancio piange.
Quando ci sono somme non incassate torna alla mente la Corte dei Conti.
Il 18 luglio 2024, la Corte dei Conti accertò la presenza di “profili di criticità con riferimento alla sana gestione finanziaria dell’Ente” comunale di Francavilla Fontana.
La Corte dei Conti raccomandò al Comune di attenersi a comportamenti conformi ad una sana gestione finanziaria e di adottare ogni opportuna iniziativa per incrementare e velocizzare la riscossione ed il recupero dell’evasione dei tributi.
Dopo di allora abbiamo avuto modo di apprezzare le difficoltà di riscossione per la TARI, poi per le lampade votive al cimitero, poi il credito mai recuperato da Monteco, ora i costi e gli oneri rimasti con le tariffe del gennaio 2016.
Che dirà la Corte dei Conti?
Potrebbe chiedere a qualcuno di risarcire l’eventuale danno arrecato all’Ente?
Il mancato adeguamento è un danno erariale?
Se così fosse, il danno erariale, quale lesione all’interesse pubblico finanziario, verrebbe attribuito al pubblico dipendente o amministratore. E a qualunque altro soggetto collocato di fatto all’interno della fase decisionale del procedimento amministrativo.
In estrema sintesi: l’eventuale condanna sarebbe NOMINALE e PERSONALE.
Intanto però, una sorpresa nella sorpresa: la delibera approvata dal Consiglio comunale così com’era stata proposta dalla Giunta Denuzzo-Padula non ha quantificato il mancato introito. Quant’è il danno, insomma.
Perché al momento non è dato sapere se in dieci anni siano stati riscossi in meno solo 1.000 euro, o solo 10.000 o solo 50.000. O forse, più probabilmente, molto, molto di più.
Sono molti i Comuni in queste condizioni e per Milano, nel 2013, qualcuno ipotizzò un danno che sarebbe quantificabile in oltre 100milioni di euro.
Con le dovute proporzioni e senza dire che tutto il mondo è paese, si può ben dire che mal comune sia mezzo gaudio?
No.
Infine, un’altra domanda: la Giunta in carica ha proposto e il Consiglio in carica ha approvato, ma le eventuali responsabilità per il pregresso in capo a chi pendono?