di Giuseppe Pappadà
Niente di illecito, ovviamente: l’art. 90 del d.lgs. 267/2000 (TUEL) consente ai sindaci, per il proprio staff, di assumere senza obbligo di bando o concorso.
Ed il Sindaco di Francavilla si è avvalso di tale facoltà.
E se è vero, com’è vero, che non c’è niente di illecito, è altrettanto vero che non è stato per niente facile trovare la figura giusta per affiancare il Sindaco.
Una figura, ma questo è il meno, che costerà 20.000 euro circa per 18 ore settimanali.
Non è stato facile.
Per tante ragioni: piena occupazione? Non ci sono disoccupati? Remunerazione poco interessante? Qualità delle professionalità scadente? Chissà.
Con un proprio decreto, il nr. 14 del 25/02/2026, il Sindaco Denuzzo ha però “individuato e nominato” la persona giusta dopo averle tentate tutte. (https://dgegovpa.it/Francavilla/albo/dati/20260014DE.PDF).
È stata innanzitutto fatta una verifica interna al Personale del Comune: ma “L’Ente non dispone allo stato attuale di professionalità adeguate all’esercizio di tale attività istituzionale”.
Poi è stato fatto un avviso pubblico.
Ma tra tutti i candidati esaminati non ce n’è stato nemmeno uno in grado di ricoprire quel ruolo: “un procedimento finalizzato all’individuazione di una figura professionale idonea a ricoprire l’incarico in oggetto mediante pubblicazione di apposito avviso pubblico approvato con Determinazione Dirigenziale RG n. 1219 del 7/10/2025, all’esito del quale non è stato possibile individuare un candidato in possesso di un profilo pienamente rispondente alle esigenze funzionali dell’Ente”.
Visti gli esiti negativi, “sono state successivamente svolte ulteriori attività di ricognizione e approfondimento finalizzate alla ricerca di professionalità adeguate”
Infine, e finalmente, “ai sensi dell’art. 90 del D.Lgs. n. 267/2000, secondo un orientamento giurisprudenziale consolidato che riconosce ampia discrezionalità nella scelta, trattandosi di incarico fiduciario sottratto alle ordinarie procedure concorsuali” è stata finalmente trovata la persona giusta.
E tutto è bene quel che finisce bene.