«Mi hanno gettato addosso una polvere tossica e urticante senz’alcun motivo». Una serata come tante, trascorsa tra impegni quotidiani e il desiderio di tornare a casa. Poi una sorta di incubo all’improvviso per un adolescente di Francavilla Fontana, vittima di un episodio di bullismo tanto gratuito quanto preoccupante.
Erano circa le 23 dell’altro ieri sera (giovedì 12 marzo) quando il 17enne stava percorrendo a piedi il tratto di strada che collega la scuola media Publio Virgilio Marone alla zona della Pinetina, nei pressi degli uffici Inps e delle cosiddette Case Rosse. Proprio all’altezza del cancello dell’istituto scolastico, la tranquillità del rincasare è stata spezzata dall’arrivo di un’auto sportiva di colore nero, un modello simile a un’Audi caratterizzata da una vistosa striscia bianca sulla parte posteriore, che ha affiancato il ragazzo rallentando bruscamente la marcia.
Dall’abitacolo, il passeggero della vettura, un giovane descritto come poco più che maggiorenne, privo di barba e con un cappellino nero calato sulla testa, avrebbe scagliato con violenza verso la vittima una busta contenente una misteriosa polvere bluastra, probabilmente gesso o una sostanza chimica irritante.

L’impatto è stato descritto come immediato e doloroso. Il malcapitato ha riferito ai carabinieri di aver avvertito un bruciore lancinante agli occhi che gli ha impedito di vedere chiaramente, accompagnato da una forte reazione alle vie respiratorie che gli ha provocato un senso di acidità in gola e un fastidio acuto al naso. Mentre l’adolescente cercava di riprendersi dallo shock e dal dolore fisico, gli occupanti dell’auto sono fuggiti a tutta velocità, urlando insulti pesanti e sprezzanti che hanno confermato la natura dolosa e l’intento aggressivo del gesto.
Nonostante lo stordimento e il timore che la sostanza inalata potesse essere pericolosa, il ragazzo ha avuto la forza di denunciare l’accaduto alle autorità competenti, consegnando una serie di potenziali prove che ora sono al vaglio degli inquirenti. Tra queste figurano documentazioni fotografiche degli abiti imbrattati dalla polvere blu e i segni lasciati sul corpo, oltre a un filmato girato sul luogo dell’aggressione dove i residui della sostanza sono ancora visibili sull’asfalto.
È stata inoltre formalizzata la richiesta di acquisizione dei filmati registrati dalle telecamere di sorveglianza della scuola e dell’Inps, che potrebbero aver immortalato il passaggio della vettura sospetta, avvistata aggirarsi nelle vie limitrofe poco dopo il fatto quasi a voler monitorare gli effetti del lancio sulla vittima rimasta immobilizzata dallo shock. Nelle parole amare del giovane emerge la consapevolezza di essere stato il bersaglio casuale di una noia degenerata in violenza urbana.
La vittima, che sottolinea di non aver mai avuto problemi o litigi con nessuno e di aver sempre improntato i propri rapporti al rispetto reciproco, è convinta che dietro un simile gesto non vi sia alcun motivo personale o conoscenza pregressa. Si tratterebbe della manifestazione di un divertimento malato basato sulla prevaricazione e sul vandalismo gratuito, dove colpire una persona che cammina sola nel buio diventa un modo per ridere tra complici della reazione e del malessere altrui.
Resta ora compito delle forze dell’ordine identificare i responsabili di questa aggressione -anomala, non del tutto fisica – che ha molto turbato la vittima e che solleva nuovi interrogativi sulla sicurezza e sul disagio giovanile anche nei piccoli centri.