L’intervento: un progetto e tre strumenti per contrastare lo spopolamento giovanile

Gentile Direttore, 

a Villa Castelli il dibattito pubblico si concentra spesso su elezioni, scenari e prospettive personali. È legittimo. Ma c’è una questione che viene prima di ogni ambizione politica: il futuro demografico e sociale del nostro paese. 

Il progressivo allontanamento dei giovani non riguarda solo chi cambia residenza per lavoro o studio. È un processo silenzioso e preoccupante. Sempre più ragazzi scelgono di costruire altrove le proprie relazioni, di frequentare altri paesi, di cercare fuori opportunità di crescita e svago. Questo accade già dai primi anni di scuola superiore. Quando un giovane smette di sentirsi parte della propria comunità, lo spopolamento è già iniziato. 

Non possiamo limitarci a registrare il problema. Dobbiamo affrontarlo con strumenti concreti e con una visione chiara. 

Per questo propongo un progetto integrato per i giovani, articolato su tre azioni collegate: 

– Istituzione del Forum Under 30, che diventa il soggetto centrale per la partecipazione giovanile, coordinando le attività e permettendo ai giovani di partecipare in modo strutturato alle scelte amministrative, con incontri periodici e possibilità di avanzare proposte concrete. 

– Creazione di un hub per giovani e innovazione locale, affidato al Forum Under 30, recuperando un immobile comunale inutilizzato o un parco oggi in stato di abbandono — come quello intitolato a Giandomenico Caramia. Lo spazio sarà gestito dal Forum e trasformato in un luogo attivo per studio, coworking, laboratori, progettazione culturale e incontri. Non un evento occasionale, ma un presidio stabile, responsabile e restituito alla comunità. 

– Fondo comunale per micro-progetti giovanili, destinato a sostenere iniziative promosse dal Forum, dai laboratori agli eventi culturali, dall’imprenditoria alla creatività. 

Non parliamo di grandi opere, ma di scelte precise e misurabili. Realtà simili alla nostra hanno già dimostrato che invertire la tendenza è possibile quando si investe su partecipazione, responsabilità e strumenti concreti. 

Villa Castelli non può permettersi di perdere un’altra generazione. Non può diventare un paese che invecchia mentre discute di equilibri politici. La politica locale non è un trampolino: è un impegno verso la comunità. Il primo dovere di chi amministra — o aspira ad amministrare — è costruire le condizioni perché i giovani scelgano di restare. 

Nei prossimi giorni mi farò promotore di un confronto con i rappresentanti istituzionali disponibili e con i consiglieri di opposizione, affinché queste proposte possano tradursi in atti concreti e portate in Consiglio comunale. 

Il futuro di Villa Castelli non si difende con le parole, ma con decisioni coraggiose. È il momento di prenderle. 

Cordiali saluti, 

Ing. Francesco Suma 

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