Forse è l’ultima puntata di questa assurda serie. Si chiude con una nuova scarcerazione la singolare vicenda giudiziaria che ha visto protagonista un 20 di Oria, S.N., arrestato per ben due volte nel giro di soli due giorni con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Nonostante il “bis” in tempi record, il giovane ha lasciato nuovamente la casa circondariale di Brindisi per fare ritorno a casa.
L’udienza di convalida relativa al secondo arresto si è tenuta nella mattinata di ieri, lunedì 16 marzo, davanti alla giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Barbara Nestore. Il ragazzo, assistito dal suo legale di fiducia, l’avvocato Raffaele Pesce, ha scelto la linea della trasparenza, ammettendo gli addebiti contestati. Proprio questo atteggiamento collaborativo, unito al fatto di essere formalmente incensurato, ha convinto la magistrata a disporre una misura cautelare meno afflittiva rispetto alla detenzione in carcere.

Per il 20enne è stato quindi stabilito l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria presso la stazione dei carabinieri di Oria. Si tratta della medesima misura che era stata adottata dopo il primo blitz, avvenuto mercoledì 11 marzo, quando i militari guidati dal maresciallo Angelo Libardi avevano rinvenuto nella sua disponibilità 21 grammi di cocaina e 17 di hashish. In quell’occasione, dopo il rito direttissimo del giovedì, il giovane era stato rimesso in libertà.
Tuttavia, la libertà era durata appena ventiquattr’ore: venerdì 13 marzo, durante un controllo dei carabinieri nell’abitazione di una terza persona, il ragazzo era stato nuovamente sorpreso in possesso di sostanza stupefacente, nello specifico poco meno di 12 grammi di cocaina e tre e mezzo di hashish. Nonostante la reiterazione del reato in un lasso di tempo così breve avesse inizialmente fatto scattare la custodia cautelare in carcere su disposizione della procura, la decisione della gip Nestore ha riportato il 20enne alla misura dell’obbligo di firma, in attesa che i due procedimenti giudiziari (sicuramente in futuro unificati) facciano il loro corso definitivo.