Del tutto illegittimo e arbitrario. Le motivazioni espresse dal tribunale del Riesame di Lecce aprono uno scenario di forte critica verso le modalità con cui è stato condotto lo scorso 11 gennaio a Francavilla Fontana l’arresto di un 47enne titolare di una concessionaria d’auto, difeso dall’avvocato Michele Fino.
Nello smontare la ricostruzione fornita dalle forze dell’ordine, i giudici hanno usato espressioni molto dure, definendo l’operazione come un atto ingiustificato e frutto di una violenza non necessaria. Secondo quanto si legge nelle carte, tutto sarebbe scaturito da banali infrazioni al codice della strada, come il parcheggio irregolare di due vetture destinate alla vendita, che tuttavia non costituivano un reale pericolo per la viabilità e che avrebbero potuto essere sanzionate con semplici multe.
I giudici hanno evidenziato come le forze dell’ordine abbiano agito in modo esorbitante, spingendo la situazione verso una escalation fisica all’interno dell’autosalone che non aveva ragione d’essere. Un elemento determinante in questa nuova lettura dei fatti è rappresentato dai filmati della videosorveglianza dell’attività commerciale. Queste immagini, secondo il Riesame, smentirebbero il verbale d’arresto e mostrerebbero un’aggressione fisica ai danni del 47enne da parte di carabinieri e agenti della polizia locale, mentre un’agente riprendeva la scena con uno smartphone.
Proprio l’analisi dei video ha portato i giudici a riconsiderare anche le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, suggerendo che non vi sia stata una reale aggressione da parte dell’uomo verso i pubblici ufficiali, ma piuttosto una situazione in cui l’operato delle autorità è andato oltre i limiti della necessità. Di conseguenza, l’ordinanza cautelare che aveva privato della libertà il commerciante è stata annullata integralmente. La vicenda non si chiude però con la scarcerazione, poiché il tribunale ha disposto l’invio degli atti ai comandi dei carabinieri e della polizia locale affinché vengano valutati i comportamenti dei singoli operatori coinvolti, ribaltando completamente le responsabilità di una giornata che per il commerciante si è trasformata in un incubo giudiziario poi dichiarato illegittimo.