di Alessandra Suma
In un clima di grande eccitazione, venerdi 20 marzo scorso è stata inaugurata, al Castello Imperiali di Francavilla Fontana, la mostra “Barocco e Neobarocco”. Un’esposizione che riunisce 60 opere di grandi maestri dell’arte, da Rubens a De Chirico, passando per Bernini, Van Dyck e molti altri.
Qualcuno disse “m’illumino di immenso” e così dal buio alla luce, tutte le opere, tra luminosità e ombre, lasciano uscire soggetti e oggetti dalle tele che paiono venirti in faccia. E alcuni elementi in primo piano legano lo spazio della tela a quello di chi guarda, creando l’incanto.
La rivoluzione inizia da qui, quando la verità apre la strada ad un nuovo linguaggio in cui, cavalcando secoli e correnti artistiche, è possibile veder dialogare contrasti tra le parti luminose e quelle in ombra, per fissare l’istante in cui i personaggi esprimono emozioni, restituendole a chi hanno di fronte.
Ecco il filo conduttore di questa mostra, curata da Pierluigi Carofalo, che si articola in sette sale, offrendo un viaggio di 400 anni nell’arte, dal Barocco al Neobarocco. Tra le opere appese alle antiche pareti color prugna, spicca il grande dipinto di Peter Paul Rubens, mai esposto prima al pubblico, che rappresenta Mary che fa emergere il capo di Ciro il Grande in un bacile di sangue.
Un capolavoro che, secondo il curatore, dialoga perfettamente con le opere d’arte contemporanea presenti nella rassegna artistica. La mostra include anche opere di Guido Reni, Pietro da Cortona, Ludovico Ciardi e le straordinarie nature morte di Bruegel e Mario dei Fiori.
“Gli archeologi” di De Chirico apre il percorso dei contemporanei, che include Franco Angeli, Tano Festa, Mario Tozzi e Igor Mitoraj. “Una grande occasione di viaggio”, ha commentato Pierangelo Argentieri, presidente di Mice Experience Puglia, “una grande occasione per i pugliesi di trovare delle opere che spesso rimangono conservate nei grandi musei per anni”.
Il sindaco di Francavilla Fontana, Antonello Denuzzo, ha sottolineato come questa sia una grande occasione di crescita per la città. “La comunità deve correre a Castello Imperiali per prendere consapevolezza di quello che siamo, di quello che possiamo rappresentare in un panorama culturale internazionale”.
Quanto sia tanto importante promuovere l’arte come forma di cultura ed elevazione spirituale, lo ha rimarcato la direttrice del museo di Barletta, Carla Scagliosi, evidenziando che l’educazione al “bello” sviluppa una sensibilità preziosa.
Scorrendo con lo sguardo le tele esposte con criterio, si noterà l’uso drammatico della luce e dell’ombra, che crea un senso di volume e profondità in tutte opere. È possibile scoprire l’evoluzione dei diversi pittori, nelle diverse epoche, anche da come i raggi luminosi che prima esploravano le ombre, si impossessano sempre più prepotentemente della scena, lottando con l’oscurità estraendone a viva forza le figure. Scene eloquenti, parlanti, teatrali, sempre più esplicite nell’intento di suscitare commozione.
L’azione nei vari capolavori è sempre più dinamica, l’illuminazione più drammatica e la composizione, che all”inizio del cosiddetto “tenebrismo” era centrata su alcuni elementi portanti si fa sempre più disgregata, quasi caotica, senza un centro apparente e l’ iconografia di ogni artista sempre più personale ed identitaria.
Così l’immaginazione dello spettatore è stimolata su più fronti, dalla ricerca della luce, dalla raffigurazione degli affetti e degli stati d’animo, ma anche dalla interpretazione delle metafore racchiuse in quegli effetti teatrali a sorpresa, e il capriccio, l’illusionismo che inganna i sensi dilata gli spazi.
In questo percorso creato da Pugliawalking e voluto dall’Amministrazione Comunale, si vede germogliare, fiorire e sbocciare una pittura di altissimo spessore che offre nature morte, ritratti, paesaggi, ambienti e pitture d’interni mozzafiato.
È possibile così toccare con mano come questi straordinari talenti abbiano espresso la loro grandezza in epoche diverse, ma con influenze comuni e affini. Infatti gli artisti del Barocco (Bernini, Rubens, Van Dyck, Rembrandt, Velázquez, Luca Giordano, Guido Reni, Pietro da Cortona) hanno influenzato gli artisti del Neobarocco (De Chirico, Tano Festa, Franco Angeli, Enrico Baj, Igor Mitoraj), che hanno ripreso e reinterpretato i temi e le tecniche dei loro Maestri in chiave moderna.
Dipingere la realtà- che sia su una tavola bruciacchiata per rappresentare la natura maneggiata dall’uomo o su una tela in cui la Maddalena pentita prende vita- equivale a raffigurare le cose così come sono, nobilitandole con la magia del pennello. Il sipario è aperto su movimento, emozioni, vita: tutto è mosso, vivo, dinamico!
Interessante è altresì tentare un’immersione nei temi di spiritualità- intrappolati in quei colori e forme- provando a leggere simboli e metafore, per tuffarsi nell’interpretazione di concetti complessi, espressioni di mistero e trascendenza. Sapiente la scelta dei dipinti e dei loro autori che hanno il merito di aver definito lo stile artistico del proprio tempo, influenzando la storia dell’arte e lasciando un’impronta duratura sulla cultura occidentale.
La mostra- in cui farsi abbagliare dalla luce accecante che piove sui protagonisti e in cui potersi perdere nell’oscurità impenetrabile degli sfondi- resterà aperta fino a luglio. I biglietti sono disponibili al prezzo di 16 euro (intero) e 12 euro (ridotto). L’ingresso è gratuito per i minori di 6 anni, persone con disabilità, giornalisti, guide turistiche e due insegnanti per scolaresca.