Fp Cgil: «Non tutte le ambulanze hanno l’accesso privilegiato al pronto soccorso del Camberlingo, gestione discrezionale che rallenta il servizio»

Una gestione definita “discrezionale e non uniforme” starebbe creando gravi intoppi burocratici e operativi al servizio di emergenza-urgenza di Francavilla Fontana. La denuncia arriva direttamente dai vertici della Fp Cgil Brindisi, che puntano il dito contro una criticità paradossale: l’accesso dedicato alle ambulanze del 118 presso il presidio ospedaliero cittadino non sarebbe garantito a tutti gli equipaggi.

Secondo quanto esposto dal sindacato, l’ingresso riservato ai mezzi di soccorso, pur essendo perfettamente funzionante, risulta di fatto “blindato” per una parte degli operatori. Il motivo? I dispositivi di apertura automatica (i telecomandi del cancello) sarebbero stati consegnati soltanto a una ristretta cerchia di addetti. Questa situazione costringerebbe molti equipaggi a utilizzare l’ingresso principale dell’ospedale, confondendosi con il traffico ordinario e subendo inevitabili rallentamenti proprio nelle fasi più delicate del soccorso, dove ogni secondo può fare la differenza.

L’organizzazione sindacale aveva già sollevato ufficialmente il problema con una nota formale lo scorso 21 marzo, evidenziando come tale disparità di trattamento sia incompatibile con gli standard di un servizio che deve operare in tempi rapidissimi e in condizioni di assoluta parità organizzativa. Tuttavia, a distanza di giorni, né la Direzione Generale della ASL, né la Direzione Sanitaria hanno fornito riscontri o soluzioni.

“È inaccettabile che in un servizio di emergenza-urgenza si tollerino simili lacune organizzative”, si legge in una nota firmata da Luciano Quarta (Segretario Generale Fp Cgil Brindisi) e Pietro Roma (Coordinatore 118 Fp Cgil Brindisi). I firmatari chiedono con fermezza l’immediata distribuzione dei dispositivi di accesso a tutti gli equipaggi indistintamente e la fine di quella che definiscono una gestione arbitraria degli spazi pubblici.

Il sindacato avverte inoltre che, in assenza di un intervento correttivo immediato, la responsabilità di eventuali ritardi negli interventi o di criticità operative ricadrà direttamente su chi, pur essendo stato informato, ha scelto di non agire. “Siamo pronti ad attivare ogni iniziativa necessaria a tutela dei lavoratori e del diritto alla salute dei cittadini”, concludono Quarta e Roma, preannunciando una mobilitazione qualora il silenzio dei vertici aziendali dovesse persistere.

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