La storia di Laura, mamma-coraggio: 34 anni, 22 vissuti con problemi di salute. Oggi il secondo trapianto di rene, donatole dalla sorella

di Eliseo Zanzarelli

Soltanto 34 anni d’età, 22 dei quali trascorsi a combattere con seri problemi di salute. Senza mai essersi arresa e persino partorendo due figli, uno dei quali adolescente mentre l’altro ancora bambino. Oggi mamma-coraggio subirà un secondo trapianto di rene, che stavolta le sarà donato da sua sorella maggiore Mimma. Questo secondo trapianto è in programma domani (primo aprile) all’ospedale Sant’Orsola di Bologna.

La storia della francavillese Laura Taurisano è un inno alla vita, un racconto di straordinaria resilienza che dimostra come la forza d’animo e la fede possano illuminare anche i tunnel più bui della sofferenza. Laura affronta da troppo tempo patologie che l’hanno costretta a vivere un’esistenza divisa tra sale operatorie, interminabili sedute di dialisi e persino due coma. L’ultimo dei quali lo scorso febbraio, dopo aver perso – a seguito di uno scompenso cardiaco – il rene impiantatole nel 2019.

Eppure, nonostante le 14 operazioni chirurgiche alle spalle, le pochissime probabilità di riuscita prospettate dai medici e il limitato sostegno ricevuto, non ha mai smesso di lottare per costruirsi una famiglia e una vita normale, trasformando il proprio vissuto in un potente messaggio di incoraggiamento per chiunque si trovi ad affrontare la malattia.

Il calvario clinico di Laura ebbe inizio quando era appena una 12enne, ma il suo formidabile coraggio si manifestò in tutta la sua grandezza all’età di 18 anni. Rimasta incinta del suo primo figlio, si trovò di fronte a un bivio drammatico. I medici, allarmati per le sue precarie condizioni fisiche, le consigliarono caldamente di interrompere la gravidanza, ritenendo il rischio inaccettabile sia per la madre che per il bambino. Rifiutando di arrendersi e sfidando ogni avversa statistica medica, la giovane donna scelse di affidarsi alle cure del Policlinico Gemelli di Roma, dove trascorse sette lunghi mesi. Sospesa tra la vita e la morte e affrontando sfide cliniche titaniche, tra cui il suo primo trapianto, riuscì a dare alla luce quel figlio che oggi definisce il senso profondo del suo esistere, al pari del secondogenito.

Quella che sembrava una vittoria definitiva sul male si è rivelata, purtroppo, soltanto una tregua. Nei mesi scorsi, la malattia, apparentemente sconfitta, è tornata a bussare alla sua porta per testare nuovamente la sua ferrea determinazione.

Laura ha dovuto fare i conti con un rigetto e un grave scompenso cardiaco, che l’hanno riportata nell’incubo della dialisi. Sono seguiti mesi difficili e logoranti, un pellegrinaggio continuo tra la Puglia e l’Emilia Romagna, in cui ogni squillo del telefono proveniente dall’ospedale rappresentava un misto di speranza e terrore. In questo labirinto di dolore, la fede incrollabile e l’amore smisurato per i suoi due figli sono stati i fari che l’hanno guidata, impedendole di cedere alla disperazione.

Oggi, però, si apre un nuovo capitolo di questa intensa parabola umana. Domani (primo aprile), presso il Policlinico Sant’Orsola di Bologna, Laura affronterà il suo secondo e decisivo trapianto, quello che lei stessa considera l’epilogo della sua lunga battaglia e la definitiva occasione per rinascere. Da quel letto d’ospedale, con un cuore di roccia che rifiuta di spezzarsi, ringrazia fin d’ora gli angeli in camice bianco e tutti coloro che le sono stati accanto con amore puro. Ma, soprattutto, rivolge un accorato appello a chiunque stia attraversando un momento di difficoltà, invitando tutti a non smettere mai di sognare e lottare. Perché, come ci insegna oggi questa giovane e indomita madre francavillese, se ci si rialza non si è mai veramente caduti.

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