FRANCAVILLA FONTANA – C’è un profumo che, più di ogni altro, annuncia l’arrivo della Settimana Santa nella Città degli Imperiali: è quello dei fiori scelti e curati da Cosimo Mimmo Sardiello. Quest’anno il “fioraio dei Riti” taglia un traguardo storico, celebrando 45 anni di un legame indissolubile con le tradizioni religiose locali, un impegno iniziato nel lontano 1981 e che non ha mai conosciuto sosta.
Una vita al servizio della fede
Sardiello, oggi sessantacinquenne e colonna portante della Confraternita della Morte, non è un semplice commerciante. La sua è una missione che affonda le radici in una profonda devozione personale. Per quattro decenni ha avuto l’onore di portare in spalla la statua del Cristo Morto durante la suggestiva processione del Venerdì Santo, un privilegio ereditato dallo zio Franco Zizzo e mantenuto con orgoglio dopo esserselo aggiudicato nelle storiche aste del mercoledì.
Dal primo “Flowers Shop” al Gruppo Sardiello
La storia imprenditoriale di Mimmo inizia nel 1981 con l’apertura del suo primo negozio, il “Flowers Shop”, proprio di fronte al Castello Imperiali. Da quella piccola bottega è nato quello che oggi è il Gruppo Sardiello, un’attività poliedrica trasferitasi nel tempo in via San Vito.
In questo lungo percorso, Mimmo non è stato solo: al suo fianco figurano collaboratori storici come Enzo e Pasquale, che condividono con lui il record di longevità nel settore. Grazie al loro lavoro, la bellezza floreale raggiunge i luoghi più sacri del territorio. Tra le chiese curate e allestite dal gruppo figurano: Parrocchia San Lorenzo, Chiesa Sette Dolori, Basilica Minore del SS. Rosario, Chiesa Rettoria Sant’Alfonso de Liguori, Chiesa Rettoria di Santa Chiara d’Assisi, Chiesa Madre di Santa Maria Assunta in Cielo (Ceglie Messapica), Chiesa Maria Santissima del Carmine e Chiesa Maria SS. della Croce.
Il testimone passa ai figli
La tradizione non rischia di sbiadire. Da qualche anno, Mimmo ha iniziato a tramandare il “testimone della bellezza” ai figli Alessio, Danilo e Piera. Sono loro che oggi portano avanti con passione l’onore e l’onere di curare gli addobbi, sotto lo sguardo attento del padre. “È un lavoro che non ha come fine il lucro, ma un guadagno interiore e spirituale,” si legge tra le righe di questa storia che unisce artigianato e sacro.
Il cronoprogramma del sacro
La tabella di marcia per la Settimana Santa è rigorosa e coinvolge l’intera famiglia e lo staff in una corsa contro il tempo:
- Martedì e Mercoledì: Inizia la preparazione dei piatti di grano, curata con dedizione da Piera e Marilena
- Mercoledì e Giovedì: Entra nel vivo la preparazione degli allestimenti floreali per i “sepolcri” nelle varie chiese di Francavilla e Ceglie.
- Venerdì: Una giornata cruciale dedicata alla preparazione degli allestimenti delle statue per le processioni, un lavoro meticoloso che si svolge contemporaneamente sia a Francavilla Fontana che a Ceglie Messapica. È il picco della devozione che accompagna il pellegrinaggio dei “pappamusci”.