La scomparsa di Andrea Rodia ha sconvolto un po’ tutti a Francavilla Fontana. Il 41enne è stato colto da un improvviso malore intorno alle 15 di ieri (venerdì 3 aprile) dopo aver consumato un caffè con familiari e amici in un bar nei pressi della scuola media Bilotta a Francavilla Fontana. Andrea era molto noto nella Città degli Imperiali anche per essere stato un ottimo calciatore, che forse oggi (ma anche allora) sarebbe stato degno di palcoscenici sportivi di primissimo livello. Ha voluto ricordare la sua figura anche il sindaco Antonello Denuzzo, che conosceva Rodia personalmente da diversi anni:
«Quando eravamo ragazzi non c’erano dubbi che qui a Francavilla Fontana fosse il più forte di tutti, forse il più forte mai visto.
Se ne accorsero anche a Lecce e poi in molti altri posti, quando vinse lo scudetto Primavera nell’anno 2002/2003 che lo trasformò in eroe epico.
Andrea Rodia è la meraviglia che certe storie sanno regalare, a metà tra lo sport e la poesia e il romanzo di formazione.
È il calcio di tutti, senza retorica.
È uno di quei milioni di appassionati che ogni volta che hanno fatto gol si sono messi a correre urlando, in tutto il mondo e per chi se li ricorda o li ha calcati anche nei campetti improbabili del quartiere Peschiera che negli anni 90 hanno lasciato spazio alle case, compresa la mia.
Non è la costruzione dei social, è il talento vero che la natura consegna soltanto a qualcuno, senza spiegare.
Per tutte queste ragioni Andrea non è morto ieri. È vivo dentro di noi, è per sempre un bambino che rincorre il pallone.
La nostra vicinanza alla sua famiglia e un abbraccio forte a Pompea».