Un raffinato e dinamico Barocco e nel “Noli me tangere” di van Lint, esposto a Castello Imperiali

di Alessandra Suma

Resurrezione di Cristo, un raffinato Barocco. È un onore presentare il dipinto “Noli me Tangere” di Hendrik Frans Van Lint, esposto al Castello Imperiali in occasione della mostra “Barocco e Neobarocco. Da Rubens a Mitoraj”.

Questo capolavoro del XVIII secolo spicca, tra tele monumentali con eroi antichi e divinità mitologiche dipinte in modo impeccabile da sembrare recite in costume, più che momenti di vita reale. Alle scene enfatiche dai colori caldi e vibranti, fa da contraltare una rappresentazione emozionale e intensa della scena biblica.

Un capolavoro della pittura barocca che rappresenta un momento cruciale della storia sacra: la resurrezione di Cristo e l’incontro con Maria Maddalena. Il dipinto, realizzato da Hendrik Frans Van Lint probabilmente dopo la morte della moglie con la quale ebbe dieci figli, quando si votò alla vita monastica divenendo il Rettore del Convento romano San Pietro in Vincoli che immortalo’ in un dipinto.

Questo rappresenta un periodo di meditazione ed introspezione dell’artista, che attraversò una crisi mistica esistenziale. E’ questa opera un esempio di come l’arte possa esprimere la spiritualità e la fede. La scena è rappresentata in maniera molto raffinata, con un uso sapiente della luce e del colore che crea un’atmosfera di pace e di serenità.

Il paesaggio, che occupa gran parte dello sfondo, è un elemento chiave del dipinto. Colpisce infatti la composizione del quadro in cui la città di Gerusalemme, con le sue mura e le sue torri, si staglia centrale, simbolo di forza e stabilità, maestosa nel cuore della scena. Gli alberi, robusti e verdi, che rappresentano la vita e la rinascita, sembrano anch’essi elemento preponderante rispetto alle figure minute.

Il tutto immerso in una luce dorata che sembra avvolgere l’intera scena. Al lato del dipinto, Gesù si erge, trasfigurato nella sua divinità; rappresentato con una grazia ed una delicatezza che contrastano con la forza e la potenza del paesaggio circostante. Lo stesso stile delicato e minuzioso è riservato alla cura per i dettagli di una Maria Maddalena, inginocchiata ai suoi piedi, colta nel momento in cui si protende verso di lui, mentre Gesù la ferma con un gesto.

La composizione della scena è dinamica, con ogni personaggio impegnato in un’azione diversa. L’angelo, rappresentatro come un messaggero degli dei, è un elemento chiave della scena, simbolo della volontà divina. Il movimento è accentuato dalla disposizione dei personaggi, come anche i due discepoli, testimoni dell’evento, che, sul lato opposto, sembrano avanzare verso lo spettatore, coinvolgendolo.

Il paesaggio armonioso intorno all’azione di Gesù trasfigurato in divino è un espediente per collegare la terra al cielo. La scena rappresentata è un momento di incontro tra il divino e l’umano. La veduta, la luce dell’alba, il colore, tutto contribuisce a creare un’atmosfera di pace e serenità, invitando lo spettatore a riflettere sulla resurrezione di Cristo e sulla sua importanza per la fede cristiana.

Ogni cosa è sospesa: il mattino che non fa giorno, l’unguento di oli profumati che non sarà cosparso, il sepolcro già aperto… sta avvenendo qualcosa che cambierà la Storia dell’umanità. Dal Beato Angelico fino a Chagall questa scena classica, tratta dalle Sacre scritture, qui rappresentata in maniera molto raffinata, è stata dipinta in parecchie centinaia di quadri con lo stesso soggetto religioso, ma è rara la visione dell’apertura del drappo monospalla di Cristo, elemento con cui anche il Caravaggio volle trasmettere la sua trasfiguurazione.

L’elemento iconografico che simboleggia la rivelazione della sua divinità è un esempio di arte barocca che combina elementi classici e innovativi. Ogni dettaglio ruota intorno alle allegorie. Tutto è costruito sui toni dei colori. Nulla è lasciato al caso in questa pittura in cui drammaticamente si vuol raccontare la vicenda del Risorto.

L’autore del dipinto è radicale per l’evoluzione dell’arte, grazie al modo in cui guarda la realtà, rappresentando un evento di grande intensità emotiva e spirituale che innesca pathos e fa sorgere domande sulla natura del proprio Credo, sulle proprie certezze e sulla propria interiorità. Questo quadro si inserisce nel percorso segnato della mostra, che esplora l’evoluzione dell’arte barocca e neobarocca, e la sua capacità di creare emozioni e di rievocare storie universali. 

Resta aggiornato

Iscriviti alle nostre newsletter

WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com